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Mentre il fatturato cresce senza sosta (nel primo semestre dell’anno ha registrato ricavi per 2,832 miliardi di euro, in aumento del 45,4%) Gucci si trova a combattere l’ennesima battaglia legale per plagio, questa volta contro il gigante del retail americano Forever 21.

Nato oltre 30 anni fa, Forever 21 è il quinto “specialty retailer” degli Stati Uniti per dimensioni e fatturato (il “goal” per il 2017 è di 8 miliardi di dollari), ma nel corso degli ultimi anni è già stato citato in giudizio diverse volte per le sue collezioni “un po’ troppo” ispirate a brand – dallo streetwear all’alta moda – di fama internazionale. Questa volta però il danno a livello di immagine, e non solo, potrebbe essere veramente pesante.

Ad oggi, 9 agosto, Gucci ha preso tutti i provvedimenti necessari per muoversi legalmente contro Forever 21 anche dopo le prime risposte del retailer americano, ma fino alla resa finale dei conti – dall’esito scontato – rimane solo il seguente comunicato:

“Gucci ha avviato misure legali per porre definitivamente fine allo sfacciato sfruttamento dei suoi famosi ed iconici nastri (web) a strisce blu-rosso-blu e verde-rosso-verde da parte della catena di abbigliamento americana Forever 21… I nastri blu-rosso-blu e verde-rosso-verde di Gucci, protetti da marchio, sono tra i codici iconici della casa di moda da oltre cinquant’anni, ovvero da quando furono introdotti, rispettivamente nel 1951 e nel 1963; la prima registrazione negli Stati Uniti del marchio depositato relativo ai nastri risale al 1979. Nonostante il tentativo di Forever 21 di ricorrere alle vie legali per intimidire Gucci, in modo da indurre il marchio fiorentino a desistere dagli sforzi per tutelare il proprio marchio, Gucci intende proteggere… i suoi diritti di proprietà intellettuale acquisiti da tempo e che rappresentano il cuore dell’identità del marchio, e intende porre fine una volta per tutte allo sfruttamento biasimevole dei suoi caratteristici marchi depositati e di altri marchi vittime dello stesso tipo di pirateria.”

Queste le immagini selezionate e incluse da Gucci nella documentazione allegata alla Corte.