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In casa Benetton il periodo non è dei più semplici.

A parlare sono i numeri, quantomai rappresentativi di una situazione delicata. Secondo anno di fila con il bilancio in rosso, perdita raddoppiata ad 81 milioni di euro. Calano anche i ricavi, da 1,5 miliardi del 2015 a 1,38. Per il 2017, stando alle fonti, le perdite potrebbero perfino toccare quota 100 milioni. Risultato? I fratelli Luciano e Giuliana tornano stabilmente alla guida dell’azienda. Con loro, dopo l’uscita di scena del CEO Marco Airoldi, un gruppo di ex manager tornati a sedere al tavolo nel ruolo di advisor.

A fare più scalpore è però sicuramente il rientro in squadra dopo 17 anni di Oliviero Toscani, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta ha fatto la storia con le sue campagne.

Benetton ha ripresentato il suo top player a Firenze, con una mostra dal titolo “Non fate i bravi” a Palazzo Strozzi in occasione dell’ultima edizione di Pitti Bimbo. C’è una precisa ragione alla base di questo. Il segmento bimbo infatti è tra i driver di crescita: il peso del childrenswear, che per Benetton è arrivato a pesare più del 30% sul fatturato totale.

La Primavera Estate di Toscani per Benetton è un tripudio di rose, garofani, margherite e girasoli, indossati da uomini, donne e bambini. Lo stile è inconfondibile, con scatti che affrontano tematiche attuali come la diversità e il genere. Ritorna, e non potrebbe essere altrimenti, l’iconico mix di tessuti, colori e stampe, in cui è proprio l’eterogeneità a fungere da filo conduttore trasmettendo valori di uguaglianza e positività.