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Il prodigio dello skate Nyjah Houston spiega come lui e Nike siano finalmente riusciti a trovare nella sua Nike SB Nyjah il punto di equilibrio perfetto tra un adattamento rapido al piede e un’usura più lenta.

Nyjah non nasconde l’orgoglio per essere entrato a far parte dell’elite di leggende dello skate a cui è stato concesso il privilegio di avere una scarpa con la propria firma. Prima di lui infatti capitò solo a tre mostri sacri del calibro di Eric Koston, Paul Rodriguez e Stefan Janoski.

“Era importante che la scarpa si adattasse subito al mio piede e non si consumasse facilmente, perché mi piace andare sullo skate con le stesse scarpe per molto tempo. La parte anteriore doveva essere sottile e vicina al piede per garantire un migliore contatto con il piede e con la tavola. Nessuno vuole più una scarpa rigida, ingombrante, spessa e rigonfia”.

La soluzione suggerita da Nike era una nuova tomaia di gomma, che subito non piacque molto al tre volte campione di Street League, che personalmente avrebbe puntato su di un classico scamosciato. Presto però si accorse che era la scelta giusta per garantirgli un’adattabilità in brevissimo tempo, visto lo spessore esiguo della tomaia, ed una resistenza agli urti e all’attrito superiore.

La suola segmentata gioca un ruolo fondamentale nell’assicurare una presa facile e flessibilità dove richiesta, grazie al nuovo schema di trazione tri-star, ispirato al classico “lisca di pesce” delle SB precedenti.

Un semplice scarpino interno completo abbraccia il piede e garantisce una calzata ferma, permettendo di tenere i lacci stretti, mentre la sottile tomaia di gomma consente un collegamento senza soluzione di continuità tra piede e tavola, per una gamma di movimenti superiore.

Insomma, una scarpa che sia nell’estetica che nelle caratteristiche tecniche rispecchia in pieno il dna di Nyjah, che voleva fortemente una scarpa da skate ma versatile, con cui poter anche andare in giro.