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Fari puntati sull’edizione 2018 di Baselworld, il salone internazionale dell’orologeria e della gioielleria, che oggi apre le porte ai visitatori fino al prossimo lunedì, 27 marzo a Basilea. La fiera quest’anno ospita poco meno di 700 brand, un forte calo rispetto ai 1.300 del 2017 (ed ai quasi 1.500 del 2016), su una superficie espositiva di circa 140mila metri quadrati. Il salone, mantiene la sua rilevanza internazionale concentrandosi sulla qualità, sulle peculiarità dei diversi settori e tornando a scommettere su Les Ateliers, l’area dedicata ai watchmakers indipendenti

A fare da contraltare alle difficoltà registrate dalla fiera sono i dati confortanti che riguardano l’export di settore. Secondo quanto riportato dalla Fédération de l’industrie horlogère suisse, a febbraio 2018 l’export di orologi dalla Svizzera è cresciuto del 12,6% annuo a 1,69 miliardi di franchi (1,43 miliardi di euro), nel decimo mese consecutivo di espansione. Nel 2017, la crescita era stata del 2,7% a quota 19,92 miliardi di franchi, contro il calo del 9,9% registrato nel 2016.

Nelle scorse settimane, in linea con quanto già attuato da aziende come Hermès, Girard-Perregaux, Ulysse Nardin, Louis Erard ed Eberhard & Co, anche il gruppo statunitense Movado ha ritirato la partecipazione alla fiera svizzera, considerata troppo onerosa e ‘superata’ dallo sviluppo digitale. “Baselworld – commenta Efraim Grinber, chief executive officer di Movado – è diventata sempre meno rilevante nel tempo. Le fiere commerciali in generale sono meno rilevanti in un mercato in continua evoluzione e in cui l’e-commerce ha un ruolo sempre più preponderante”.