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In occasione della 57esima edizione del Salone del Mobile di Milano Woolrich dà vita ad un progetto di contaminazione tra più generi – arte, design, fotografia e architettura – e sceglie i simple flair per raccontarlo. La natura eclettica del brand unita al mantra All is Design del duo di architetti e digital innovator diventano punto di partenza per il racconto di un percorso condiviso.

Protagonista e simbolo di questo percorso è Carlo Mollino, un enfant terrible dell’architettura italiana, irrequieto e anticonformista a tutti i costi. Tra i più geniali ed enigmatici esponenti dell’avanguardia, voce del filone di inventori solitari come Leonardo, è stato: architetto, designer, fotografo, artigiano, aviatore, sciatore, pilota, stilista e viaggiatore.

Incontenibile a tal punto da diventare di difficile comprensione, non ha aderito a nessun gruppo, non ha firmato alcun manifesto, e se oggi si racconta Carlo Mollino si deve, tra gli altri, a poche figure che hanno colto la sua genialità, tra cui Gio Ponti, Bruno Zevi e Kidder Smith.

L’originalità di Mollino è dovuta alle sue passioni; da vivo ha avuto poca fortuna presso la critica, oggi si direbbe che per i suoi contemporanei era un outsider, ed è stato solo dopo la sua morte che è nato il caso Mollino.

Il racconto che Woolrich ha costruito insieme a simple flair è la somma di più componenti, un percorso sulla totalità di Carlo Mollino, attraverso alcune delle produzioni, tra foto e arredi, che oggi lo rendono una delle figure chiave del XX secolo.

All’interno del Flagship store di Corso Venezia, 3 sarà infatti allestita in esclusiva per la città di Milano una mostra fotografica, estratto della grande antologica in corso a Torino “L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973” fino al 13 maggio a Camera – Centro Italiano per la Fotografia, i cui materiali provengono dall’archivio del Politecnico di Torino.

Un omaggio ad un ribelle, Carlo Mollino.