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Timberland celebra la donna attraverso Dafne 2

Durante la settimana del design a Milano, in piazza XXV Aprile, è nato un albero. Il suo nome è Dafne e l’idea originaria è di Elena Salmistraro, vincitrice del “Best Emerging Designer Award” nell’edizione del Salone del Mobile 2017 e scelta da Timberland come voce della campagna al femminile “Don’t call me”.

Un brand che è sempre stato riconosciuto per gli iconici scarponcini gialli e le scarpe da barca, ma che da qualche anno ha rivolto il suo sguardo al reparto donna con un occhio diverso e con la consapevolezza che oggi la figura femminile si allontana dallo stereotipo che la moda e la società impongono.

L’installazione di Elena Salmistraro si inserisce all’interno della campagna globale di Timberland, che pone al centro l’universo femminile e rompe i cliché. L’autrice è stata nominata ambassador del Brera Design District e scelta dal brand per rappresentarlo durante la celebre kermesse milanese. “Sono stata nominata ambasciatrice perché quest’anno il tema è l’empatia, caratteristica del mio modo di far design”, racconta Elena.

“Dentro il tronco di Dafne c’è un computerino: quando abbracci l’albero senti il cuore battere e puoi diventare un tutt’uno con lui. L’energia ricevuta da ogni abbraccio fa sì che lui si accenda”.

Timberland celebra la donna attraverso Dafne 1
La forma dell’albero è quello di una sinuosa silhouette femminile che riprende i colori tenui della nuova collezione, dai cui rami imponenti e delicati scendono 4 grandi sedute a forma di ghianda. “Sono molto contenta di questa collaborazione con Timberland. Per lanciare la nuova collezione donna hanno pensato di chiamare una designer donna che avesse una visione più poetica e delicata come le nuove colorazioni delle scarpe. Mi fa piacere che abbiano pensato a me”.

Dafne non è un semplice albero. Come lo definisci?
Non è un semplice albero ma qualcosa di più. Ha la forma di albero dalla silhouette femminile ma quando si accende di notte si trasforma in una vera e propria donna. La texture diventa un abito femminile.

Molti temi trattati. Ce ne è uno preponderante?
C’è un po’ di tutto: sacralità, rispetto della natura, rapporto uomo-ambiente, vita e sostenibilità. Ma anche un’attenzione particolare agli aspetti più pratici. Ad esempio gli specchi sono tutti provenienti da scarti perché Timberland è molto attento a questo tema. Ci sono anche delle ghiande, una madre natura che ti coccolae ti accoglie come in grembo.

Qual è il rapporto che esiste nel tuo modo di fare design tra moda e sport?
Ho fatto liceo artistico ma mi sono laureata in fashion design e design del prodotto e quindi ho visione molto allargata. Sto facendo dei progetti top secret che riguardano la moda.

Com’è nato rapporto con Timberland? Ci saranno altre sinergie con il brand?
Per lanciare nuova collezione donna hanno pensato di chiamare figura femminile che avesse una visione più poetica e delicata come le nuove colorazioni delle scarpe. Ci sono un po’ di progetti al momento top secret in attivo per me. Non posso dire niente.

Timberland celebra la donna attraverso Dafne