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22 Gennaio 2020

22 gennaio 2020 – A partire da quest’oggi fino al 24 gennaio 2020, a Firenze viene inaugurata la manifestazione internazionale di riferimento del settore dei filati per maglieria. Un appuntamento che riunisce l’eccellenza e la creatività della filatura su scala internazionale con un focus costante sulla ricerca e sostenibilità. Pitti Filati è il concept lab e piattaforma per tendenze, imput e ispirazioni rivolte a buyer e designer.

Protagonista dell’86esima edizione è l’anteprima mondiale primavera/estate 2021 delle collezioni di filati per maglieria con all’attivo 136 marchi di cui 19 provenienti dall’estero ( Austria, Cina, Germania, Giappone, Mauritius, Perù, Regno Unito, Hong Kong, Romania, Svizzera e Turchia).

Analizzando il trend dello scorso gennaio 2019, l’affluenza dei compratori ha raggiunto le 4.300 presenze con buyer esteri a quota 1.750. E, nella classifica dei primi 15 Paesi esteri di riferimento si confermavano in testa il Regno Unito (211 compratori), seguito da Francia (190), Germania (152), Stati Uniti (121), Spagna (78), Svizzera (75), Russia (72), Turchia (65), Olanda (58), Giappone (52), Cina (49), Svezia (32), Belgio (30), Hong Kong (27) e Danimarca (27).

Dopo due anni timidamente favorevoli, per la filatura italiana il 2019 non si è rivelato un anno soddisfacente, così come, del resto,  per il tessile nel suo complesso. Secondo le elaborazioni preliminari effettuate dal Centro Studi di Confindustria Moda per SMI, il fatturato settoriale è stimato in flessione del -5,8%. Il turnover settoriale scenderebbe dunque sui 2.760 milioni di euro.  L’andamento negativo ha interessato tanto la filatura laniera quanto quella cotoniera, mentre la filatura liniera vede confermare il trend positivo 2018. Per i due principali comparti e quindi per la filatura nel suo complesso, inoltre sia il mercato estero sia il mercato interno hanno sperimentato una dinamica negativa nel corso del 2019 (nota a cura di Confindustria Moda – Centro Studi per smi).

Se l’analisi viene focalizzata sui primi dieci mesi del 2019 sulla base dei dati ISTAT a oggi disponibili, si ottiene uno spaccato di maggior dettaglio relativamente all’interscambio con l’estero per le merceologie in esame. In tale periodo, la filatura nel suo complesso, inverte il trend rispetto al 2018 e archivia un decremento pari al -4.2% in termini di export, mentre  l’import evidenzia una flessione pari al -2.7%. Da gennaio a ottobre, dunque, il valore dei filati esportati passa a 704 milioni di euro, mentre quello dei filati importati risulta pari a 733. In questo lasso temporale il saldo commerciale della filatura è pari a -29 milioni, in calo di oltre 10 milioni rispetto al medesimo periodo del 2018.