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6 Aprile 2020

Ha sfilato lo scorso febbraio in occasione della fashion week milanese, Annakiki. Presente da quattro anni nel calendario ufficiale di camera moda, il brand cinese di stampo europeo, viene fondato da Anna Yang nel 2014.

La Yang ha raccontato cosa ha significato “essere stati i primi” ad affrontare l’emergenza sanitaria in atto e quali saranno gli step futuri.

Anna Yang

Annakiki definisce la propria identità dallo “stampo internazionale”. Cosa significa oggi essere un brand dal respiro worldwide?

A.Y: In un contesto di economia globale diventare un brand internazionale significa avere molte più opportunità ma allo stesso tempo affrontare più sfide dal mercato e avere sempre maggiori responsabilità sociali. La chiave per diventare globale è il miglioramento della propria immagine e l’aumento di consapevolezza del consumatore nei confronti del mercato stesso. Il nostro impegno è non solo di mantenere una visione estetica internazionale esprimendo una forte personalità ma anche fornire ai consumatori prodotti e servizi di livello.

Nato in Cina, siete stati i primi costretti a rispondere all’emergenza in atto, ormai mondiale. In che modo l’attività lavorativa si è dovuta modificare e come avete reagito?

A.Y: La Cina ha avuto senza dubbio il peso maggiore durante l’emergenza virale di questo periodo. Per quanto riguarda la vendita al dettaglio stiamo sperimentando nuove opportunità per raggiungere i consumatori riducendo l’esposizione del prodotto. Ma per affrontare la crisi, dobbiamo anche adattare rapidamente la nostra strategia, integrando sia le risorse on che offline, aprendo canali web e aumentando le strade per raggiungere i nostri consumatori.

Qual è stata la difficoltà più importante che avete dovuto affrontare?

A.Y: È stato l’enorme blocco del commercio al dettaglio causato da due mesi di isolamento che chiaramente non solo ha frenato la domanda in un breve periodo ma ha anche modificato i comportamenti e le abitudini dei consumatori. Sembra che tutte le attività siano state messe in pausa e sicuramente le aziende dovranno affrontare una forte pressione economica a breve.

Come invece sta cambiando ed è cambiata l’economia cinese a fronte di COVID-19?

A.Y: La Cina è attualmente in procinto di ripristinare le attività e la produzione in modo sicuro e ordinato per aumentare lo slancio della ripresa economica e gradualmente le operazioni economiche e sociali stabili. Il virus è stato abbastanza controllato in Cina, ma a livello globale l’epidemia si sta ancora diffondendo rapidamente e ovviamente non possiamo ancora prenderla alla leggera. Crediamo anche che con gli sforzi congiunti del mondo intero, alla fine potremo vincere e superare l’epidemia.

In che termini il governo ha e sta supportando le attività commerciali?

A.Y: In Cina, oltre a fornire materiali anti-epidemici per sostenere la ripresa del lavoro e della produzione, il governo ha adottato una serie di politiche per alleviare la pressione finanziaria delle imprese e cercare di stimolare i consumi.

Essendo il fashion non tra i bisogni primari, come vi siete trovati a gestire questo nuovo scenario? Quali le strategie adottate e quali quelle da adottare nel prossimo futuro?

A.Y: Dopo che l’epidemia si è rivelata, i residenti hanno notevolmente ridotto le uscite e anche il flusso di clienti nei grandi magazzini e nei negozi è diminuito drasticamente. Abbiamo però assistito allo sviluppo di nuove modalità di consumo legate alla vita digitale, fornendo servizi migliori e creando scenari di consumo online attraverso la distribuzione senza contatto e la vendita al dettaglio in tempo reale. In futuro, prenderemo in considerazione lo sviluppo di canali come brevi video online e piattaforme di vendita in streaming per costruire un ecosistema digitale.

Cosa rappresenta l’Italia per il brand? (Avendo sfilato durante l’ultima settimana della moda)

A.Y: L’Italia ha una lunga storia di cultura e una forte vena artistica, ed è la patria natale di molti marchi di lusso famosi. Ha molti designer di alto livello, tecnologia di produzione avanzata e materiali di alta qualità. È il luogo più sacro per tutti i designer mondiali. Come marchio indipendente, essere riconosciuto in Italia e rappresentare una vetrina, per ANNAKIKI è un grande incoraggiamento e ci spinge a interpretare la moda e il design con un atteggiamento più raffinato.

a cura di Sara Cinchetti