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10 Aprile 2020

MooRER ha convertito la produzione del marchio Jan Mayen per fornire oltre un milione e mezzo di mascherine , inclusive delle tipologie ffp2, ffp3 e chirurgiche, oltre che 250.000 camici monouso e 15.000 tute impermeabili sdoganate direttamente a una lunga lista di enti di pubblica utilità italiana.

Nella situazione di emergenza senza precedenti che sta colpendo tutto il mondo, e che il nostro Paese sta affrontando coraggiosamente in prima linea, abbiamo sentito il dovere di restituire alla comunità il sostegno che fino ad ora ci ha dato, offrendo un contributo tangibile, in particolare a tutto lo staff ospedaliero che lavora ininterrottamente da settimane. Convertendo la produzione di Jan Mayen abbiamo voluto fare la nostra parte per sostenere il Paese, mettendo in condizioni di sicurezza il personale medico e la nostra comunità con dispositivi di protezione adeguati. Per questa ragione, non abbiamo commercializzato questi dispositivi al prezzo di mercato ma li abbiamo mettere a disposizione di chi ne ha bisogno coprendone solo i costi per la realizzazione”, commenta Moreno Faccincani, ceo MooRER.

Moreno Faccincani- founder Moorer

Un’operazione, quella di MoorRER, resa possibile in seguito alla decisione di convertire l’intera produzione di Jan Mayen che opera in Cina nella realizzazione di dispositivi di protezione.

A ulteriore supporto è stata attivata una parte del polo produttivo di MooRER in Italia, che ha contribuito a produrre dispositivi per il supporto di realtà collocate nelle zone più colpite dalla pandemia in Italia. Tra queste Ats Bergamo e Brescia, Croce Rossa italiana, diversi comuni lombardi, case di riposo, ospedali e istituti farmacologici e di ricerca.