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11 Maggio 2020

L’emergenza Coronavirus ha stravolto i calendari che scandivano attività sportive e commerciali. I saldi estivi non potevano essere da meno ed è di questi giorni la notizia che saranno rinviati al 1 Agosto 2020. La proposta arriva direttamente dalle associazioni di categoria. I negozianti, a causa del lockdown, sono stati costretti a chiudere e si trovano con molto merce invenduta. Il sentore comune è quello che i consumatori alla fine di questa crisi saranno portati più facilmente all’acquisto, questo aspetto, legato al posticipo dell’inizio dei saldi potrebbe ottimizzare i profitti dei negozianti, aiutandoli a tamponare parzialmente le perdite di questa chiusura forzata.

Stefano Bonaccini

La data è stata decisa e ufficializzata dalla conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in modo da dar supporto alla richiesta nata dai commercianti. La conferenza, presieduta da Stefano Bonaccini, ha voluto specificare la sua posizione tramite una nota, “La decisione nasce da una sollecitazione degli assessori alle attività produttive ed è motivata dalle necessità derivanti dalla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e dalle conseguenti misure.” Ora sarà responsabilità delle Regioni emanare le misure attuative sui loro territori, in modo da uniformare la risposta a questa problematica su scala nazionale.

Renato Borghi

Decisione che ha raccolto anche il commento positivo di Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, che a seguito della decisione della conferenza delle Regioni ha commentato “Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Conferenza delle Regioni di assecondare le nostre proposte, posticipando la data di avvio dei saldi nell’interesse della categoria e alla luce del nuovo scenario di mercato. Una scelta responsabile, nell’interesse del mantenimento della data unica nazionale, che premia la volontà espressa a larga maggioranza dalle aziende rappresentate e i nostri sforzi atti a promuovere l’indirizzo più sentito”.

Ora resta da capire come e quando saranno consentite le riaperture al pubblico, in modo da consentire ai commercianti di organizzarsi. Diverse regioni stanno già muovendo pressioni al governo per anticipare le date di riapertura, ma la distribuzione non uniforme dell’epidemia tra le regioni e la scarsa prevedibilità dell’andamento, rendono, per ora, il quadro ancora di difficile lettura.