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3 Giugno 2020

“La percezione del matrimonio non potrà che cambiare in meglio. La quarantena ci ha fatto capire quanto sono importanti gli affetti e i nostri cari. Crediamo nel ruolo della famiglia e della coppia e ci auguriamo che nella new era che ci prepariamo a vivere migliori l’attenzione da parte delle istituzioni verso i giovani e il loro futuro da cui dipende anche il nostro”. A spiegarlo è Carlo Pignatelli, stilista e fondatore dell’azienda, che da oltre 50 anni è al fianco degli sposi di tutto il mondo. La maison, che occupa nella sede di Torino settanta persone e ha un indotto che comprende gli addetti degli oltre 350 punti vendita, rappresenta il 20% della quota del segmento cerimonia&bridal di lusso in Italia.

“La pandemia ha sottolineato l‘importanza della vita sociale del nostro Paese”, prosegue Pignatelli. “Noi abbiamo intrapreso la strada del made in Italy già da tempo e sono certo che è una scelta che ci premierà. Lo scenario è cambiato, ma non credo vada rivisto completamente il sistema, non è necessario mutare a tutti i costi. Ci sono degli aspetti che vanno salvaguardati ma ora dobbiamo essere bravi a cogliere il meglio dalla situazione sfruttandone le opportunità. Un nuovo calendario del comparto bridal, più rispettoso della filiera produttiva, è un mio auspicio che andrebbe anche a tutela dei tantissimi artigiani italiani impegnati a realizzare le nostre creazioni”.

Lo stilista crede che sia oggi più che mai fondamentale fare squadra. “Il primo obiettivo è quello di stare al fianco di tutti i nostri clienti. Tutti stanno soffrendo molto in questa situazione e crediamo sia importante far sentir loro che c’è un’azienda impegnata costantemente a trovare soluzioni. Per esempio, in merito alla shopping experience, dobbiamo prendere molti accorgimenti nell’accompagnare chi si sposa verso la scelta più giusta. Sul fronte dello stile, le scelte saranno in parte influenzate dal nuovo scenario economico in cui ci troveremo ed alcuni uomini potrebbero optare per abiti più classici, magari riutilizzabili nella vita di tutti i giorni. Certo, se le celebrazioni dovessero continuare ad avere un limite dal punto di vista di distanziamento e mascherine, la stima delle perdite diventerebbe insostenibile. Ci auguriamo che tale situazione non superi l’estate”.

Carlo Pignatelli conclude con una disamina sul ruolo dell’imprenditoria con un forte monito al Governo: “Il lavoro lo crea l’imprenditoria, questo è un dato di fatto. Confcommercio ha stimato che non riapriranno 270 mila imprese, una perdita gravissima per l’Italia e per il suo patrimonio culturale, oltre che per il tessuto sociale. L’imprenditore, come tale, è da sempre in prima linea, investe su idee nuove, crea lavoro e in questa situazione non può essere lasciato solo. Al momento siamo costretti ad affrontare la crisi contando solo su noi stessi e sulla relazione di fiducia che abbiamo con le banche grazie all’affidabilità da sempre dimostrata. Le misure messe in campo dall’esecutivo devono essere immediatamente operative perché in questa emergenza la tempestività è fondamentale e fa la differenza tra il rimanere operativi oppure no. Noi come azienda abbiamo deciso di anticipare i fondi per la cassa integrazione per non lasciare i nostri dipendenti senza stipendio ma questo drena ulteriormente le nostre casse già abbastanza sotto stress”.