4 Settembre 2020

Con settembre ripartono le manifestazioni fieristiche. La ripresa delle imprese post lockdown è fondamentale e le aspettative che la riguardano sono elevate. Così organizzazioni e realtà industriali si muovono all’unisono per fronteggiare un nuovo scenario mondiale.

“Le sfide di oggi si giocano in un contesto globale diverso dal passato e un’azione di sistema come quella annunciata, che mette le risorse a fattor comune per il rilancio del made in Italy, è il modo migliore per affrontarle”, afferma Carlo Ferro, presidente di ICE Agenzia.

Milano Unica fa da apripista e conferma le date dell’8 e 9 settembre a Fiera Milano. La manifestazione del tessile e dell’accessorio di alta gamma sarà poi seguita da New Point of View di Lineapelle, Micam Milano, Mipel e TheOneMilano.

“Il sistema fieristico rappresenta la vera e concreta opportunità per il sistema produttivo e per l’export – spiega Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano – Per questo sono state avviate e lanciate una serie di iniziative volte ad agevolare il finanziamento alle aziende che investono nella partecipazione alle fiere, coinvolgendo anche il settore bancario nella ripartenza del sistema Paese che ha nella rete delle piccole e medie imprese la spina dorsale del sistema industriale nazionale”. 

L’avvio delle manifestazioni fieristiche dei vari settori rappresentati da Confindustria Moda è l’occasione per tracciare nuove prospettive di un comparto che risulta essere fondamentale per l’export nazionale, in un momento delicato per i mercati internazionali e il sistema fieristico che cerca ora risposte concrete. Confindustria Moda rappresenta circa 64 mila imprese del made in Italy, che generano un fatturato pari a 98 miliari di euro e danno lavoro a oltre 575 mila addetti. Le imprese associate a Confindustria Moda hanno registrato nel 2019 una quota percentuale di export sul fatturato superiore al 69%.

  • Eurojersey – L’azienda è impegnata a promuovere nei tessuti Sensitive Fabrics valori e tradizione. Con “Back to icons” si torna alle origini rafforzando quel segnale di dichiarazione della propria identità, esclusività e unicità. I tessuti vengono declinati fra disegni icona e riproduzioni contemporanee dei classici.

  • Piacenza 1733 – È in occasione di quest’edizione di Milano Unica che Piacenza 1733 lancerà il suo primo report di sostenibilità: strumento chiave per misurare e comparare le performance in ottica sostenibile. La collezione fw 20/21 si racconta principalmente attraverso il Dishley, il tessuto di punta dell’azienda, e tramite la maestria espressa nella costruzione del cappotto. Composto da lane Blueface provenienti da allevamenti selezionati nel Regno Unito, questo tessuto si caratterizza per un bassissimo impatto ambientale. Nessuna tintura viene applicata ai filati o tessuto, al contrario, vengono valorizzati i colori naturali delle lane.

  • Canepa – Totalmente made in Italy con origini radicate nella tradizione serica che risale al 1700, Canepa rinnova i classici reinterpretando tessuti di tradizione maschile come i pied de poule, gli scozzesi e i principe di Galles per la collezione di abbigliamento donna e l’area sciarperia. Emerge una femminilità androgina, no gender. Per rendere più facile la presentazione delle collezioni ha inoltre realizzato una virtual room dedicata alla nuove proposte. E per la seconda stagione presenta la collezione ispirata ai damaschi africani.

  • Albini Group – In occasione di Milano Unica, Albini Group presenta le nuove collezioni per i suoi quattro brand: Albini 1876, Thomas Mason, Albiate 1830 e Albini Donna. Eco-performance è la parola d’ordine della collezione Albini 1876. Le migliori materie prime e le tecnologie all’avanguardia creano tessuti per camiceria di alta qualità, funzionale e rispettosa dell’ambiente. Thomas Mason è invece il brand dedicato alla ricerca dell’essenziale in cui le materie prime utilizzate sono il Sea Island e Hemotion. Il fil rouge di Albiate 1830 è il cotone riciclato, per una collezione che non rappresenta il dna streetwear del brand. Albini Donna si lascia invece ispirare da tre elementi naturali quali il ghiaccio con i suoi giochi di luce definiti da seta o Tencel, i lampi in tessuti corposi e materici e il caldo della lana e delle flanelle.

 

  • Vitale Barberis Canonico – La nuova proposta per l’inverno 2020-21 si ispira al tema “back to 21“. Un ritorno alle origini in cui la famiglia 21 Micron si presenta in nuova veste. Duplice novità quindi: la prima chiamata Beausoleil, tessuto da abito in spina effetto iridescente. La seconda proposta vede l’iconica flanella per la prima volta nella speciale lana 21 micron con filato moulinè che ne esalta la tridimensionalità.