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7 Settembre 2020

Un tema ormai imprescindibile quello dell’impatto ambientale. A riguardo, l’internazionale Timberland ha annunciato il proposito di realizzare entro il 2030 una produzione con un impatto netto positivo in modo da restituire all’ambiente più di quanto venga sottratto.

“Da sempre crediamo che un futuro più verde sia un futuro migliore. Allo stesso tempo, siamo estremamente consapevoli dell’impatto ambientale dell’industria della moda”, ha dichiarato Colleen Vien, director of sustainability di Timberland. “Nonostante Timberland lavori da decenni con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, sentiamo che sia arrivato il momento di intensificare ancor di più i nostri sforzi. Ad esempio, basta pensare come i nostri iconici stivali siano in grado di restituire all’ambiente più carbonio di quanto non ne sia stato emesso durante la loro produzione. Traendo quindi ispirazione dalla natura e concentrandoci sul design circolare e sull’agricoltura rigenerativa, ci impegniamo ad alzare l’asticella in modo da produrre un impatto ‘netto positivo’ per promuovere sempre più la sostenibilità e la salvaguardia ambientale. Siamo entusiasti di questa nostra nuova iniziativa e ci auguriamo che molti altri player del settore della moda si uniscano a noi per contribuire alla creazione di un futuro migliore per tutti”, conclude.

Per realizzare questa strategia l’azienda ha fissato due obiettivi specifici e misurabili:

  • la realizzazione del 100% dei propri prodotti basandosi sul design circolare che permette un processo produttivo privo di rifiuti
  • l’impiego del 100% di materiali naturali ottenuti grazie all’agricoltura rigenerativa. In questo modo sarà possibile conseguire risultati che superino di gran lunga il cosiddetto impatto zero determinando un impatto netto positivo sull’ambiente

“La natura ha un suo equilibrio, tanto che ciascun ecosistema si muove in perfetta armonia”, prosegue Vien. “Nonostante la civiltà contemporanea abbia compromesso questo equilibrio originario è altrettanto vero che, laddove può, la natura ha la capacità innata di ricrearsi e rigenerarsi. E, in questo, noi possiamo aiutarla.  Da ciò ne deriva la nostra strategia che ci permetterà, entro il 2030, di restituire il carbonio alla terra e di dare più di quanto abbiamo preso”.