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2 Dicembre 2020

“Vi ricordate che esistono ancora i negozi dove si toccano i prodotti, si incrociano sorrisi e si incontrano persone? Luoghi che bisogna salvaguardare perché favoriscono le relazioni umane e sono posti di lavoro qualificati. Per evitare che la gente compri solo sugli e-commerce direttamente dal divano, è fondamentale creare dei luoghi esperienziali di retail”.

Mi piace iniziare per una volta l’editoriale cedendo idealmente la parola a uno degli intervistati di questo numero. Perché, in poche righe, ben riassumono concetti fondamentali che riguardano i negozi del nostro settore: il valore delle relazioni personali; la qualità e professionalità al servizio dei clienti; la creazione di emozioni e suggestioni durante l’esperienza in store.

Aspetti che conferiscono dignità e prestigio al lavoro di migliaia di realtà imprenditoriali italiane nel settore della distribuzione, ma che quest’anno sono state più volte messi a dura prova dalle chiusure provocate dalla pandemia. È un bene quindi tornare a rivendicarli, perché continueranno a essere fondamentali anche in futuro (qualunque esso sia). Pur dovendo inevitabilmente confrontarsi con un continuo sviluppo del mondo digitale, in una prospettiva sempre più complementare. Insomma, omnichannel, per dirla con un termine che fa molto cool, anche se talvolta rischia di essere (ab)usato a sproposito.

Dimenticavo: a pronunciarle (quelle parole) è stato Francesco Farinetti, figlio di Oscar. Già, proprio il fondatore di Eataly, oltre che ex proprietario di Unieuro. La celebre famiglia piemontese lancia ora la sua terza avventura imprenditoriale. Un progetto ambizioso sul quale lavora da ben 10 anni e che riguarda da vicino anche il settore della moda. Si chiama Green Pea e ve lo raccontiamo con un’esclusiva intervista nelle prossime pagine.

Di fatto un nuovo concept che nasce a Torino di fianco al primo Eataly, aperto nel 2007 al Lingotto. Con radici locali ma un concept internazionale, tanto che sono già previste altre aperture all’estero. Il tutto all’insegna della cultura e della sostenibilità. Anche per questo HUB Style ha sposato attivamente il progetto in qualità di partner. Con una speciale iniziativa che ci vedrà presenti durante e dopo l’inaugurazione ufficiale dell’8 dicembre, sia fisicamente che con una distribuzione strategica e qualificata di questo nuovo numero all’interno di Green Pea.

La consideriamo un’altra tappa di un percorso che vede anche il nostro gruppo editoriale in cammino verso un modello sempre più responsabile e rispettoso dell’ambiente. Condiviso, fortunatamente, da un numero crescente di operatori del comparto moda e che pare non essere stato scalfito dal Covid. Come conferma una recente ricerca di Nomisma, secondo la quale l’emergenza sanitaria ha semmai aumentato la consapevolezza sul tema. Non solo in termini astratti.

Si stima che il 57% degli europei abbia cambiato stile di vita. In Italia dall’inizio della pandemia il 27% dei consumatori ha aumentato l’acquisto di prodotti sostenibili e il 21% dei punti vendita promuove articoli eco. Nello specifico, nei prossimi 12 mesi, quasi un italiano su due sarà orientato ad acquistare abbigliamento, calzature e accessori prodotti con metodi che rispettino l’ambiente e il benessere degli animali. Così come il 37% tenderà a privilegiare capi che durino più di una stagione. Otto italiani su 10 vorrebbero conoscere la provenienza delle materie prime utilizzate e il 72% essere al corrente dell’impatto ambientale generato dai prodotti moda acquistati.

Insomma, una strada ormai ben tracciata. Bisogna solo avere la consapevolezza e il coraggio di percorrerla, anteponendo una visione a lungo termine rispetto a ragionamenti più concreti e razionali, magari più vantaggiosi nel breve. Talvolta alcune scelte non sono poi così logiche. Non lo è forse del tutto la decisione di aprire nel pieno della più grande pandemia mondiale degli ultimi decenni uno spazio fisico di 15mila metri quadrati con 66 negozi come Green Pea (“che non vende online, perché i suoi prodotti sono da vedere e da toccare…”). Così come assumere gente in questo periodo e lanciare nuovi progetti (editoriali e non solo). Come anche il nostro gruppo sta facendo. Ma noi stiamo con Einstein: “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto”.