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14 Dicembre 2020

I retailer non hanno mai gestito la propria attività in un periodo così incerto e altalenante come quello attuale.

Molti hanno pensato semplicemente a sopravvivere, altri invece hanno sfruttato il lockdown per imparare a integrare esperienze offline e online.

Anche gli store più piccoli hanno così scoperto che massimizzare la propria presenza online può agevolarli nel raggiungimento di potenziali clienti che vogliono acquistare di persona.

I consumatori ora pianificano le visite nei negozi con più attenzione, cercando informazioni in tempo reale sulla disponibilità dei prodotti, gli orari di apertura e i servizi offerti, come il ritiro all’esterno.

Tutti hanno bisogno di essere certi di trovare quello che cercano prima di uscire di casa e recarsi in negozio. In Germania, per esempio, le ricerche per “orario di apertura oggi”, rispetto allo scorso anno, sono raddoppiate (Google Trends, marzo 2020).

Così come quelle per “disponibile nelle vicinanze” (Google Trends, febbraio-aprile 2020). A dimostrazione che lo shopping locale, a livello mondiale, si sta rafforzando sempre di più. I comportamenti di acquisto sono radicalmente cambiati negli ultimi sei mesi e molti di questi sono destinati a durare nel tempo.

L’emergenza Coronavirus ha reso i consumatori anche più flessibili rispetto alla decisione di acquistare online o offline. Ora il 73% si definisce indifferente rispetto al canale di acquisto contro il 65% prima della pandemia in corso.

Euromonitor per Google

Una finestra interessante sul futuro della vendita al dettaglio è offerta da un nuovo studio realizzato da Google in collaborazione con Euromonitor, che delinea come potrebbe essere la crescita del retail nei prossimi cinque anni.

Si tratta di un progetto incentrato sulle vendite nei negozi al dettaglio fisici, negli e-commerce, nei marketplace in vari settori e in 10 mercati sviluppati in tutto il mondo.

Anche se la pandemia, con la conseguente crisi economica, ha accelerato l’adozione del digitale e la crescita delle vendite online, si prevede che nel 2024 la maggior parte degli acquisti verrà ancora realizzata offline: 78% rispetto al 22% online.

E i rivenditori che incrementeranno le vendite nei prossimi cinque anni saranno quelli con una forte offerta digitale. Dato che conferma l’importanza di un’esperienza di vendita al dettaglio sempre più integrata e fluida tra online e offline.

Entro il 2024, il 53% delle entrate generate dalla vendita al dettaglio andrà ai retailer che hanno un’offerta digitale nei loro modelli di business. Se venissero estese o ripristinate misure di lockdown più severe, si potrebbe arrivare al 56%, visto che i consumatori continuerebbero a fare acquisti online invece che in negozio.

In mercati digitalmente maturi come il Regno Unito e gli Stati Uniti, i due terzi delle entrate proverranno da rivenditori con canali digitali. In Francia, entro il 2024, questo valore verrà quasi raddoppiato. Come ci ha insegnato la pandemia, l’unica costante è il cambiamento e i retailer devono essere pronti per quello che verrà.

Alcune considerazioni:

1. Poiché i consumatori oggi hanno un’enorme possibilità di scelta, i retailer dovranno aiutarli a prendere decisioni consapevoli, fornendo informazioni utili; questo aspetto diventerà sempre più un elemento di differenziazione fondamentale;

2. Per generare il massimo profitto, i retailer dovranno dare meno importanza al luogo in cui avviene la transazione e concentrarsi di più sull’integrazione delle esperienze digitali e in negozio;

3. I rivenditori dovranno soddisfare le sempre più crescenti aspettative dei consumatori e offrire esperienze omogenee tra online e offline.

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