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12 Gennaio 2021

“La nostra filosofia aziendale è nata dalla responsabilità e dalla volontà di creare un’impresa unica, che avesse come principio ispiratore il rispetto per l’ambiente, per gli animali e che rendesse le persone orgogliose di indossare le nostre calzature”. Così il ceo di Nice Footwear, Bruno Conterno, annuncia la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità dell’azienda. E prosegue: “Come parte di un ecosistema, riteniamo di avere la responsabilità di valorizzare la nostra impronta, oggi e domani, ponderando ogni scelta aziendale nell’ottica di potenziare le esternalità positive e minimizzare quelle negative”.

Bruno Conterno, ceo Nice Footwear

È il 2016 quando Nice Footwear ha iniziato una significativa trasformazione del business tradizionale, concentrando le proprie forze sul know-how e design industriale per rilanciare la crescita del fatturato estero. Ha quindi adottato una propria specifica politica per i propri marchi e quelli in conto terzi come impresa intermedia di “specialistica di settore”. Non più la concessione dei propri marchi, ma lo sviluppo di nuove soluzioni tecniche per colmare il divario generato nel settore calzaturiero al fine di poter produrre, su proprie specifiche tecniche, calzature di alta qualità.

Per tutelare il nuovo business model l’azienda decide quindi di internalizzare le competenze tecniche e quindi, nel 2017, ha iniziato il processo di selezione per i migliori esperti nel comparto calzaturiero.

Etica e lotta alla corruzione

L’azienda si impegna a condurre le proprie attività nei territori ove opera e con gli stakeholder di riferimento, secondo i principi di lealtà, correttezza, onestà, trasparenza e integrità. Prevedendo un approccio “fermo e di assoluto proibizionismo” nei confronti di qualsiasi forma di corruzione e, a tal proposito, si rifà a uno specifico manuale di politica e compliance.

Il comparto e il modello di business

Nice Footwear svolge la propria attività nel settore calzaturiero occupandosi della realizzazione, dello sviluppo e dell’acquisizione dei marchi, delle licenze e dei brevetti, nonché nella progettazione, ideazione e creazione di calzature con i propri brand, in licenza e di terzi. Un modello di business che ha portato la società a registrare un CAGR dei ricavi pari al 38,5% nel triennio 2017-2019, con un EBTDA passato dal +5,8% del 2017 al +7,5% nel 2019.

Le principali fasi del modello di business sono la creazione dei modelli, lo sviluppo del design e dei prototipi, il controllo sulla produzione dei siti industriali esteri e la vendita dei modelli di calzature di sneakers alla grande e media distribuzione organizzata con marchi propri e di terzi. Le calzature vengono poi prodotte, sotto la direzione e il controllo di Nice Footwear, nei distretti produttivi internazionali selezionati con rigore nell’area dell’estremo oriente: Cina, Hong Kong, Corea, Taiwan, Vietnam e Cambogia. I ricavi oggi sono superiori a 24 milioni di euro e la produzione conta oltre 2 milioni di paia di calzature con marchi di valenza mondiale.

I brand 

KRONOS

Nasce negli Anni ’70 e il target principale è quello delle scarpe da calcio e da basket, sia per professionisti che per amatori.

ELLESSE

Nasce con l’invenzione dei jet-pants (pantaloni da sci ispirati ai jeans) da parte di Leonardo Servadio.

FRED MELLO

È presente sul mercato per la prima volta nel 2006. Nel 2010 si avvicina al mondo dei motori e delle auto d’epoca con la Scuderia Franciacorta Motori Squadra Corse Fred Mello, più volte campione d’Italia.

AVIREX

È un brand internazionale che alle sue origini produceva giacche di pelle per esercito, aviazione e marina americana.

CONTE OF FLORENCE

Si posiziona nel mondo dello sport, dal canottaggio agli sport invernali.

LOTTO

Dal distretto calzaturiero di Montebelluna nasce Lotto, un brand che sin dagli Anni ’70 ha calcato vari campi, da quelli di Wimbledon fino a quelli dei mondiali di calcio.

A proposito di sostenibilità

 Nice Footwear ha avviato un percorso per l’integrazione della sostenibilità negli aspetti ambientali e sociali del proprio modello di business. E lo fa rispettando le seguenti linee guida:

– applicazione di principi e prassi di sostenibilità ed economia circolare

– il consolidamento di un modello di business responsabile e solidale in cui tutti gli attori coinvolti nella supply chain offrono il proprio contributo

– la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti

– riduzione dell’uso di risorse naturali

– promozione e rafforzamento di catene produttive che rispettino i diritti e il benessere dei lavoratori garantendo ambienti di produzione virtuosi.

La performance economica

Nel bilancio chiuso al 30 aprile 2020, l’azienda ha registrato un incremento del fatturato di oltre 5 milioni di euro per il secondo anno consecutivo (+40%), passando da 12,2 milioni di euro (20.04.2018) a 17,3 milioni di euro (30.04.2019), fino ad arrivare ad una crescita, riferita al 2020, che ha consolidato un fatturato di 23,5 milioni di euro.