In questo articolo si parla di:
13 Gennaio 2021

Nonostante l’anno appena andato in rassegna sia stato caratterizzato da tante difficoltà, l’azienda bresciana di abbigliamento femminile prosegue il proprio percorso di internazionalizzazione, iniziato con l’apertura del primo monomarca a Sofia, in Bulgaria.

Non solo. La presenza sui mercati internazionali parla anche russo e greco e riguarderà il rafforzamento dei marchi GAIA Life e TEN WAYS TO BE: a fine gennaio saranno presentate le collezioni AI 21/22 con due nuovi partner locali in centro a Mosca nel quartiere Manufaktura e ad Atene in uno spazio espositivo nella centralissima Adrianou Street.

Queste le dichiarazioni dell’amministratore unico di Pango, Gianfranco Scotuzzi (nella foto): “Nonostante questa fase storica così delicata anche per il settore tessile, caratterizzata da inevitabili difficoltà e dallo stravolgimento dei flussi produttivi, desideriamo proseguire con coraggio il nostro progetto di internazionalizzazione puntando ad incrementare la vendita dei nostri marchi all’estero e aprendoci a nuovi mercati”. Attualmente nel complesso circa il 20% della produzione di Pango, che ogni anno realizza circa 350mila capi, è destinata all’export.

Scotuzzi ha infine aggiunto: “L’apertura nel 2020 del primo monomarca in Bulgaria, a Sofia, è arrivata in un momento critico, ma la risposta, nei periodi di apertura consentiti, è stata comunque positiva e ora ci orientiamo al mercato russo ed ellenico distribuendo nel 2021 le collezioni dei nostri marchi GAIA e TEN con la previsione di incrementare l’export del 30%. Certamente la chiusura dei conti di fine anno è stata penalizzata dalla pandemia da Coronavirus che grava su moda e abbigliamento, ma guardiamo comunque al futuro”.

Le ultime novità hanno riguardato anche i canali di vendita dell’azienda a “chilometri 30” – i laboratori addetti alla produzione sono infatti presenti nel raggio di 30 chilometri dalla sede centrale e i capi sono realizzati con tessuti ecosostenibili e naturali – che a settembre ha avviato per la prima volta il canale e-commerce con due collezioni esclusivamente dedicate all’online. La scelta di non delocalizzare in passato la produzione all’estero è stata una decisione coraggiosa dal punto di vista economico, visti i costi della mano d’opera in Italia, ma è risultata strategica in un periodo in cui, a causa del Coronavirus, le filiere produttive globalizzate hanno messo in evidenza tutti gli aspetti critici. Infatti, proprio la capacità produttiva dell’azienda, che realizza tutti i capi in Italia, ha attirato l’attenzione di grandi marchi della moda che hanno richiesto l’esperienza di Pango per la produzione di segmenti importanti delle loro linee.

Ultimo aspetto, non per importanza, è quello che riguarda la sicurezza sanitaria: già dalla fine del precedente lockdown, infatti, Pango ha iniziato a impiegare sui tessuti l’additivo ULTRA-FRESH KW-48 dell’azienda canadese Thomson Research Inc. che permette una lunga tenuta igienizzante e antivirus.