18 Gennaio 2021

In concomitanza dell’(ancora) edizione virtuale di Milano Fashion Week, la Lombardia e diverse altre Regioni tornano in “zona rossa”.
Uno scenario che preoccupa anche per il periodo. Quello dei saldi invernali, che avrebbero dovuto permettere “un po’ di ossigeno” a una filiera già pesantemente provata.

Ed è il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio a intervenire, Renato Borghi: “Una scelta che rischia di affondare l’intera filiera, in un momento cruciale per il settore. I saldi sono partiti con il freno tirato per le forti apprensioni degli operatori alle prese con uno slalom di paletti e aperture a geometria variabile e la dilagante confusione generata dai decreti anche nei consumatori. Il 91% delle imprese intervistate evidenzia un preoccupante decremento delle vendite, con sei imprese su dieci che dichiarano un calo tra il 50 e il 90%”.

“Dopo aver perso quella marginalità di sussistenza nel pieno della stagione – prosegue Borghi – per cause dovute certamente al minor reddito disponibile dei consumatori; all’eccessivo utilizzo dello smart working nel pubblico e nel privato; alla totale assenza dello shopping tourism; al venir meno delle occasioni d’incontro di lavoro e nel privato (pranzi, cene, feste, cerimonie, cinema, teatri, musei, “Prima della Scala”, piscine, palestre, ecc…), perdiamo ora anche la liquidità dei saldi che permette ai negozi di effettuare gli ordini alla produzione per le collezioni autunno/inverno 21/22, con ovvie ripercussioni sulla manifattura e sul made in Italy”.

“Per evitare l’apocalisse del retail della moda – conclude Borghi – servono misure shock per sostenere in modo concreto la continuità dei negozi attraverso un indennizzo sull’effettiva perdita di fatturato e un contributo per la rottamazione dei magazzini con un credito di imposta pari al 60% del valore di acquisto delle merci invendute”.

Alcuni dati

Federazione Moda Italia-Confcommercio analizza come dall’1 al 10 gennaio 2021 i negozi di moda hanno potuto aprire e quindi vendere per soli cinque giorni con una data di inizio saldi al 7 gennaio 2021. Sono toccati tre giorni invece per gli esercenti commerciali presenti all’interno di centri commerciali, gallerie commerciali, parchi e aggregazioni di esercizi commerciali.

Il 91% degli intervistati ha dichiarato di aver subito un caldo delle vendite dall’1 al 10% gennaio 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 7% ha registrato una stabilità nelle vendite e solo il 2% un incremento.

Il 56,7% delle imprese ha dichiarato un calo tra il 50% e il 90% delle vendite dall’1 al 10 gennaio 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Così l’80.8% delle imprese ha dichiaro di aver proposto sconti tra il 20% e il 40%. Un’impresa su 10 sta praticando sconti medi del 50%.

Fonti:
*Federazione Moda Italia-Confcommercio