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Disponibile dal 25 marzo su converse.com e presso store selezionati, la collezione traduce l’estetica tecnica dell’outdoor lifestyle in una moderna Bosey MC e in abbigliamento matching. Con una proposta che riflette l’approccio ribelle di Slam Jam verso il paesaggio.

Non è la prima volta che Converse e Slam Jam, storicamente abituati a rompere le barriere nel mondo della cultura e dello street-wear, si uniscono per una collaborazione. Questa volta, Slam Jam utilizza l’estetica degli stili di vita avventurosi per creare street style originali con il brand. La collaborazione trae ispirazione dall’arena tecnica e traduce i suoi elementi più significativi in una nuova serie di pezzi per un daily use. Il pack comprende la Bosey Mc e l’abbigliamento abbinato con un forte richiamo all’attrezzatura tecnica outdoor: una maglia a maniche lunghe, una felpa con cappuccio, un pantalone ripstop, una giacca Sherpa reversibile e una tracolla-marsupio.

Prendendo spunto dalla Lakestream Wading Shoe di Converse del 1940, la Bosey MC è tornata la scorsa stagione come una dichiarazione di stile puro. Ispirato dall’alta funzionalità e visibilità dei sistemi di rigging a piedi, la Bosey MC è stata realizzata con un sistema di allacciatura veloce che consente una facile indossabilità on-off e un blocco speciale dei lacci per una chiusura sicura. Slam Jam trae ispirazione dalla vita all’aria aperta per creare una distinta e moderna Bosey MC sia Hi (total black) sia Ox (off-white) realizzata in Lurex ripstop lucido, che reimmagina il classico utilitaristico con il look and feel degli stili di vita avventurosi.

La campagna della collabo Converse x Slam Jam è stata curata dall’art director Chris Glickman, che nel 2018 – dopo essere stato prima art director per Stüssy  e poi design director per Totokaelo – ha lanciato il proprio studio. Il suo stile unico e distintivo è guidato da una metodologia creativa profondamente contemplativa, che si traduce in un lavoro ricco e deciso. Queste le sue parole: “La genesi di questo progetto è stata esplorare l’idea di come interagiamo e siamo influenzati dalle forme permanenti nel corso della storia. In un periodo di incertezza universale, il conforto può essere trovato in un apprezzamento della bellezza che è rimasta invariata per millenni e parla agli aspetti profondamente umani di come i nostri paesaggi visivi ci influenzano ad un livello fondamentale”.