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Nel contesto di Fashion Revolution Week 2021, in programma il 24 aprile, verrà inagurata ARTivism, mostra digitale frutto della call to action e concorso lanciati da Fashion Revolution Italia e Fondazione Pistoletto a dicembre 2020 per ispirare artisti e creativi a dar voce e forma, attraverso l’arte, alla giustizia sociale e ambientale. L’evento si terrà alle ore 18.30 e consentirà di visitare 40 opere selezionate nello spazio digitale Ikonospace fino a fine ottobre 2021, in un percorso curato da Stella Stone. Inoltre per i primi 10 finalisti, annunciati il giorno dell’inaugurazione durante un vernissage digitale su Zoom e live anche sulla pagina Facebook di Fashion Revolution Italia, è previsto un in-house residence a Cittadellarte a Biella sponsorizzato da Fondazione Pistoletto.

La selezione è avvenuta tra più di 90 artisti che hanno risposto all’iniziativa con opere originali. Una commissione tecnica composta da Paolo Naldini (ceo & director Cittadellarte – Fondazione Pistoletto), Olga Pirazzi (project manager Fashion B.E.S.T. – Fondazione Pistoletto), Juan Estefan Sandoval (direttore Ufficio Arte – Fondazione Pistoletto) e Marina Spadafora (country coordinator – Fashion Revolution Italia) di tutti i progetti in gara ha valutato la coerenza semantica, l’originalità, la qualità tecnica, la potenziale capacità di ispirare attivismo sociale, la resa estetica per la fruibilità digitale e il valore manifestato come soluzione per il sistema moda.

L’invito di Fashion Revolution Italia e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto ad esprimersi in totale libertà per ridefinire insieme la narrativa e i paradigmi della moda sostenibile ha ispirato opere rilevanti e riflessioni utili a capire come strutturare insieme un presente più costruttivo, dove all’ispirazione deve seguire con urgenza un’azione collettiva. Come testimoniano le parole di Paolo Naldini“Ragazzi di liceo e artisti affermati a livello internazionale, studenti di fashion design e collettivi attivisti canadesi, e tutti voi che numerosi e unici avete partecipato, grazie! Abbiamo viaggiato attraverso gli orizzonti dei vostri progetti, tatuaggi sulla seconda pelle dell’umanità, la moda. Abbiamo visto i nostri sogni e bisogni, incubi e aneliti nelle vostre opere. E ora? Se il sistema dell’arte può dare a queste ricerche un contributo per impressionare l’immaginario collettivo, la vera sfida sta nella pratica che vi aspetta fuori dallo studio o dall’atelier o dalla galleria. È mettersi in gioco, nel campo del fashion o in ogni altro possibile settore, per azionare questi dispositivi potenti che avete creato. È nei contesti in cui abitate e lavorate, nelle comunità di pratica in cui trascorrete la vostra vita, che l’artivismo produce trasformazione sociale. È lì che l’opera, opera”.

Marina Spadafora si è invece soffermata sulla trasformazione sociale e l’interdipendenza di dimensioni di sostenibilità sociale e ambientale: “In un momento di incertezza e tensione sociale e personale che interessa tutta l’umanità abbiamo deciso di parlare di sostenibilità attraverso l’espressione artistica. L’arte e la creatività sono la manifestazione dell’anima, che con Artivism diventa attiva per comunicare il significato personale di sostenibilità. Le opere che abbiamo ricevuto parlano, attraverso immagini, colori e suoni, dell’anelito personale e unico degli artisti alla giustizia ambientale e sociale, valori che risultano profondamente interconnessi nelle opere presentate”.

RIGHTFULRULA, una delle opere protagoniste, utilizza la tecnica del collage per interrogarsi sul significato di bellezza, diversità e consumismo che alimenta la cosiddetta “Tyranny of Gorgeous” e impone un’estetica standardizzata e poco inclusiva. O ancora l’opera di Patrizia Fratus, che esprime la fragilità e diversità del corpo femminile proponendo queste icone sacre di fertilità come modello di armonia e comunione con la madre terra. “L’elemento materico della maglia fatta a mano, tecnica utilizzata per la creazione dell’opera di Fratus, rende queste figure ancora più calde, vivide e reali” continua Marina Spadafora.

Stella Stone, curatrice della mostra, ha dichiarato: “Per la prima edizione di ARTivism abbiamo selezionato opere eterogenee che, con approcci culturali diversi, messaggi morali ed etici, espressioni digitali ed artigiane, ci chiamano all’azione. Abbiamo voluto dare priorità alla qualità e alla rappresentazione della diversità. Crediamo che ogni singolo artista selezionato sia manifesto di una verità capace di innescare curiosità e dialogo, il primo passo per un cambiamento collettivo”. Una dimostrazione di come gli “ARTivists” in mostra diventino un mezzo per ispirare noi tutti a catalizzare un cambiamento positivo attraverso le nostre azioni.

Come accennato in apertura, verranno scelte 10 opere per partecipare a un residence Unidee, dedicato all’approfondimento dei temi trattati dai lavori selezionati e i loro possibili sviluppi insieme al Think Tank di Cittadellarte Fashion B.E.S.T. Biella Ethical Sustainable Think Tank e Fashion Revolution. Il residence avrà una durata di cinque giorni, si svolgerà nella seconda metà del 2021 a Cittadellarte, le spese di partecipazione e le spese di alloggio (mezza pensione) saranno coperte.

Al termine del programma è previsto un momento in cui gli organizzatori potranno condividere l’esperienza pubblicamente sui propri account media. Questa opportunità offrirà momenti di formazione, di discussione e di esperienza con la partecipazione di esperti del mondo dell’arte come mezzo di trasformazione sociale e della moda sostenibile, della manifattura, della filosofia, delle politiche internazionali e dell’attivismo. Verranno creati eventi in cui tutti i partecipanti al concorso potranno collegarsi virtualmente e condividere i workshops del residence e gli interventi degli specialisti.