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Anche Federazione Moda Italia ha evidenziato l’urgenza e la necessità delle aperture dei negozi di moda in zona rossa, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.

Infatti nonostante le richieste già inviate a metà febbraio al Presidente del Consiglio con le specifiche del comparto moda, oltre 110 mila negozi che occupano 310 mila addetti non hanno trovato risposte adeguate nel Decreto Sostegni.

Gli indennizzi risultano essere troppo selettivi così le risorse necessarie a far fronte agli impegni sono insufficienti. Idem per la soglia minima di perdita del 30% è troppo elevata per un settore le cui attività sono state costrette a chiusura forzata.

In particolare si chiedono:

indennizzi congrui alle perdite subite per le restrizioni;

estensione del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda per le mensilità 2021 (ex art. 28 del DL 34/2020 “Rilancio”, almeno fino al 30 giugno come previsto per le imprese operanti in ambito turistico) e del credito d’imposta per contenere gli effetti negativi sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori (ex art. 48 bis del DL 34/2020 “Rilancio”);

proroga dei versamenti tributari e contributi previdenziali e assistenziali;

proroga della sospensione dei termini di scadenza relativi a tutti i titoli di credito ex art. 11 DL 23/2020 con cancellazione d’ufficio di protesti o contestazioni sopravvenute;

immissione di liquidità garantita e senza merito creditizio con scadenze decennali.