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Se l’Italia del pallone, con pure un pizzico di amarcord Anni ‘90, torna a far divertire e appassionare gli italiani nella prima fase dell’Europeo, l’Italia della moda torna… a incontrarsi. Lo ha fatto in modo comprensibilmente prudente durante la Fashion Week maschile di Milano, con una formula ibrida tra eventi fisici (pochi) e digitali: 63 brand nel calendario ufficiale, 48 appuntamenti, 9 presentazioni, 6 eventi, 4 sfilate in presenza (Dolce & Gabbana, Etro e un doppio appuntamento firmato Armani). Lo fa in uno degli eventi più attesi e rappresentativi del settore a livello italiano e internazionale. Parliamo ovviamente di Pitti. La rassegna fiorentina, dopo un lungo anno e mezzo di stop, è pronta a festeggiare un ritorno reso ancor più significativo dal traguardo della 100esima edizione. Un anniversario prestigioso che gli organizzatori hanno invitato in modo creativo a considerare anche “al contrario”: 001. Ovvero un nuovo punto di inizio, dal quale ripartire.

Anche se è inevitabilmente un Pitti in versione ridotta (300 espositori circa e due padiglioni), è grande l’attesa e il desiderio di tornare a incontrarsi di persona in Fortezza. Per poi magari concludere la giornata nella sempre suggestiva Firenze by night. Come sempre anche HUB Style ci sarà in forze, con uno stand nel Padiglione Centrale e supportando la fiera e le aziende presenti (ma anche le altre) con questo speciale numero, che ospita in anteprima una selezione delle novità 2022.

Non mancano, come di consueto, le altre rubriche. Tra attenzione ai giovani talenti (che sempre più utilizzano e intendono il fashion come veicolo per divulgare messaggi e valori), trend (vedi il ritorno dello stile degli Anni 2000) e storie significative da raccontare. Come quella di depop, una sorta di social network che permette di vendere e acquistare capi di abbigliamento e accessori usati. Fondata nel 2011 dall’italo-britannico Simon Beckerman e cresciuta nell’ambito del noto incubatore per startup H-Farm a Roncade (Treviso), è arrivata a fatturare 70 milioni di dollari nel 2020. A inizio giugno è stata acquisita per 1,6 miliardi di dollari da Etsy, marketplace americano quotato al Nasdaq. Rivelandosi il secondo vero “unicorno” nella storia italiana dopo Yoox e il primo per valorizzazione, con una valutazione perfino superiore rispetto a quella che diede Facebook a Instagram (un miliardo di dollari) nel 2012. Numeri giustificati dai 30 milioni di utenti distribuiti in più di 150 Paesi al mondo, dove ogni mezzo secondo viene caricato un prodotto e ogni tre secondi viene venduto un capo. Nel 2020 depop ha transato un miliardo di articoli, il tutto in un ambiente virtuale, mettendo in contatto venditore e compratore.

Certo, come abbiamo detto più volte, il digital anche nella moda continuerà a crescere, come dimostra anche questa case history. Ma gli spazi e i negozi fisici rimarranno fondamentali e insostituibili. Così come la voglia di interagire con le persone e incontrarsi. Questo non impedisce di trarre insegnamenti interessanti e utili per business più tradizionali anche da storie “digitali” come quella di depop e Yoox, appunto. Del resto rappresentano un’ulteriore conferma che la creatività italiana può dare valore e nuovi stimoli a tutto il settore. Come ben sottolineato nel libro “L’età dell’eccellenza. Innovazione e creatività per costruire un mondo migliore”, scritto da Mauro Porcini, senior vice president di PepsiCo. Anche di questo vi parliamo proprio nell’articolo dedicato al caso depop.

Per confrontarsi in un contesto globale serve fare sistema, mettere da parte gelosie e invidie e soprattutto liberarsi da quel pessimismo di fondo che talvolta ha caratterizzato l’atteggiamento italiano negli ultimi anni, sottolinea l’autore nella sua analisi. “Serve ottimismo, immaginare che tutto è possibile, sognare. Gli americani hanno tanti difetti ma quello di pensare positivo è un plus da imitare”. Con queste parole e con il rinnovato entusiasmo che può e deve esserci (ri)partendo anche da Pitti, auguriamo a tutti voi di tornare a vivere mattine fitte di incontri, pranzi condivisi di lavoro e piacere, pomeriggi intensi tra presentazioni e aperitivi. Per concludere in grande stile la giornata con “notti magiche” sul lungarno fiorentino o dovunque voi siate.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it