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A cura di Chiara Bellini

Nella Bologna degli Anni ’70 nasceva Manuel Ritz Rirò, la linea denim & co di Manuel Ritz che oggi, dopo quasi 50 anni, viene riscoperta. Una rinascita in casa Manifattura Paoloni in nome di un manifatturiero destinato a perdurare nel tempo e capace di prescindere dai dogmi dei trend. Le sue grafiche infatti, così come i richiami culturali e la qualità dei suoi capi, fanno di Manuel Ritz Rirò un’etichetta dedicata al casualwear indimenticato. E per la ss 22 la capsule presenta capi d’archivio interpretati in chiave contemporanea. Si tratta di giacche, camicie lavate, shirt e field jacket militari, felpe e t-shirt, ma soprattutto un denim che viene articolato in modelli, tagli e lavaggi. I ricami invece, e le stampe richiamano le grafiche originali e si fanno veicoli di messaggi al grido: “Everybody gets one chance to do something great”.

Ne abbiamo parlato con Michele Paoloni, presidente e fondatore del gruppo.

Da dove nasce e da chi l’idea di far rivivere Manuel Ritz Rirò dopo oltre 50 anni?

La nostra nuova capsule nasce da un pensiero sviluppatosi in seguito all’analisi di esigenze di mercato che avevano la necessità di rafforzare determinate categorie quali denim, felpe e t-shirt. Al contempo avevamo l’esigenza di dare look and feel alla collezione Manuel Ritz, sempre più casual. A volte però la soluzione è proprio sotto i nostri occhi e spesso conserviamo in nuce dei nostri stessi progetti quello che invece rappresenta l’evoluzione. La soluzione era infatti proprio, nel passato, nel grande archivio storico di Manuel Ritz Rirò. Abbiamo quindi scelto la strada della valorizzazione della nostra storia secondo un principio di continuità, dove la tradizione viene rinnovata con uno occhio al passato ma guardando al futuro. Per fare qualcosa di indimenticabile dobbiamo cercare nell’indimenticato.

Qual è il target al quale vi rivolgete?

È quello di Manuel Ritz: un uomo dai 30 anni in su, dinamico, trasversale, attento allo stile e – nel caso di Rirò – con un’attenzione particolare alla qualità del made in Italy, alla bellezza dei capi senza tempo e all’ambiente per l’utilizzo di fibre naturali. È un consumatore consapevole, attento a un acquisto di capi creati per durare, senza tempo e che richiamano la storia, l’heritage di un brand, ma anche un modo di vestire e comunicare. Cerca pezzi unici, mai banali, in grado di valorizzare un look.

Com’è articolata la vostra distribuzione? In quali mercati siete presenti e quali vorreste approcciare.

Il nostro primo obiettivo sarà l’Europa, in cui abbiamo attivato una serie di collaborazioni con department store e retailer, oltre che il Giappone e stiamo sviluppando un progetto ad hoc per gli Stati Uniti. Con Rirò potremmo andare a dialogare con alcuni partner che oggi non fanno parte del nostro gruppo di clientela.

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati con questo “revival”?

Il primo fra tutti è il posizionamento in vetrine di rilievo che ne sappiano apprezzare il sapore e la qualità, e che diano pieno spazio al brand, affinché insieme si possa meglio dialogare con un pubblico consapevole.