di Cristiano Zanni 

A parlare è Michele Lettieri, presidente IUAD Accademia della Moda, che abbiamo intervistato in occasione della mostra “Azioni in Trama”, organizzata a Napoli in collaborazione con Marzotto Wool Manufacturing.

L’ente moda accreditato al MIUR da sempre dialoga e coopera con le imprese del territorio. Una posizione questa che ha permesso allo IUAD di consolidare il proprio ruolo di istituzione di riferimento per la formazione di nuovi professionisti del settore moda, comunicazione e design. I prossimi obiettivi? Sinergie internazionali e investimenti nelle start up.

L’iniziativa della mostra, che abbiamo toccato con mano grazie al vostro invito, è trasversale e di grandi  prospettive. Che futuro dovrebbe avere nei prossimi anni e come si potrebbe evolvere realisticamente?

La mostra continuerà a essere il risultato della libera espressione della creatività dei nostri allievi, che lavorando attorno a un tema attuale, potranno ricercare e sperimentare, per poi realizzare un’istallazione che rappresenti la propria visione e il proprio sentire. Intanto si andranno a stabilire nuove partnership con aziende e istituzioni per consolidare maggiormente l’evento.

Lei è presidente dell’Accademia da diversi anni e, in questa veste, avrà vissuto momenti di grande soddisfazione e altri più complicati. Ci può raccontare quali sono state le tappe fondamentali che hanno cambiato il vostro approccio nel corso delle ultime stagioni?

Sicuramente negli anni abbiamo affrontato molte sfide ma conservato quelli che sono i nostri punti di forza, e cioè offrire ai nostri allievi il know-how e quindi competenze non solo teoriche ma soprattutto tecniche. L’arte del saper fare, sfidare la tecnica e innovare, oggi più che mai sono le chiavi vincenti anche nel mondo del lavoro. Per questa ragione stiamo investendo molto nel rendere i nostri laboratori all’avanguardia: con l’acquisto di macchinari stampiamo in 3d materiali diversi come acciaio, legno, gomma e polimeri vari, poi abbiamo implementato nuovi software CAD avanzati come richiede l’industria di settore.

Quanto è difficile, a vostro parere, riuscire a crescere e consolidare un business complicato in una città meravigliosa come Napoli che però spesso ti mette a dura prova per riuscire a fare impresa.

Il processo di consolidamento nella città di Napoli e nel Mezzogiorno più in generale è stato sicuramente progressivo, lento, ma non particolarmente complicato. La nostra è stata una crescita graduale e costante anno dopo anno e oggi siamo l’unico ente privato di alta formazione del Sud Italia riconosciuto e accreditato dal MIUR. Da sempre l’Accademia dialoga e collabora con le imprese del territorio, ciò ha permesso allo IUAD di consolidare il proprio ruolo di istituzione di riferimento per la formazione di nuovi professionisti del settore moda, comunicazione e design.

Ci può dare dei numeri per capire in che modo e su quali percentuali i vostri allievi ottengono poi un’occupazione soddisfacente?

I numeri sono estremamente positivi. Di recente allievi ancora in corso hanno vinto diversi premi nazionali e internazionali sia per il mondo degli accessori che della comunicazione e del design. In generale più dell’80% dei nostri studenti trova lavoro una volta terminati gli studi. In alcuni casi, addirittura anche prima della tesi, grazie ai career day che organizziamo con le aziende e agenzie di comunicazione.

Come si vede nei prossimi anni e come vede il rapporto diretto con l’Accademia e l’eventuale subentro di una terza generazione…di  Lettieri?

Guardo al futuro con grande ottimismo e credo che la crescita dell’Accademia della Moda si muoverà su due direzioni. Da un lato quello internazionale instaurando collaborazioni con imprese e istituzioni di altri paesi nell’ottica di nuovi progetti educativi e di scambi culturali, fondamentali per la formazione dei nostri studenti che oggi guardano con interesse anche ai mercati esteri. Dall’altro ci muoveremo verso la ricerca: immaginiamo la possibilità di realizzare progetti innovativi magari rivoluzionari, finalizzati all’ottenimento anche di brevetti, proprietà intellettuali che rimarranno agli studenti ricercatori. L’obiettivo è creare delle start up e dare impulso alle imprese.