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di Cristiano Zanni

In occasione di Genova Jeans abbiamo intervistato Andrea Rosso. Ambasciatore della sostenibilità per Diesel, founder di Myar e figlio dell’imprenditore Renzo Rosso ci ha raccontato il suo ruolo nell’azienda di famiglia e il loro punto di vista a proposito dell’evento.

Il tuo ruolo sulla sostenibilità all’interno di Diesel come viene definito e cosa significa?

Io sono un portavoce dell’argomento in Diesel. Facendo una “scansione dell’azienda” abbiamo potuto strutturare una matrice di materialità accurata dalla quale abbiamo definito poi una strategia ad hoc annunciata già nel gennaio 2020. Investigando all’interno della nostra realtà ci siamo resi conto di quanta volontà e desiderio ci fossero riguardo il tema green.

Il primo abito che Renzo Rosso confezionò a 17 anni

A proposito di Genova Jeans, come vi siete avvicinati all’evento e come avete deciso di appoggiarlo?

Abbiamo conosciuto gli organizzatori e abbiamo appurato insieme quanto questo territorio fosse idoneo a raccontare la visione di Diesel. Un punto di vista che però parlasse del futuro e che raccontasse lo sviluppo del jeans in prospettiva. Il nostro è il racconto storico di un’azienda che ha avuto una forza internazionale molto importante, comunicando messaggi fondamentali. Essere presenti nella città natale del jeans è per noi strategico e, con Genova ci piacerebbe proseguire la collaborazione.

Qual è il rapporto che avete tu e tuo padre nell’azienda?

Mio padre è un uomo che non si accontenta mai. Credo che questo sia proprio nel suo dna, da quando negli Anni ’70 ha iniziato con Diesel. Da parte sua c’è sempre stata una grande libertà ma è un professionista che esige risultati concreti, soprattutto con me, che sono il figlio.

E a proposito del tuo marchio?

Si tratta di un’iniziativa interamente mia che tratto oltre “l’orario di lavoro canonico” che dedico a Diesel.