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Il settore della moda italiana lo sta facendo, se si analizzano numeri attuali e previsioni. Come emerge nell’interessante intervista che abbiamo realizzato con Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia. Al di là della prudenza negli acquisti e delle ripercussioni generali dell’emergenza Covid sui portafogli di molti italiani, è bene ricordare anche un semplice ma emblematico numero: 138. Sono i giorni durante i quali i negozi di moda e abbigliamento sono stati chiusi da quando è iniziata la pandemia. Pari al 35% della loro capacità lavorativa annuale.

Inevitabile quindi vi sia stato un profondo calo alla fine del 2020. Ma la bella notizia è che le previsioni per fine anno indicano un forte rimbalzo in tutti gli indicatori: +20% nel fatturato generale (oltre gli 83 miliardi di euro), + 24% nell’export, +5% nell’import. Numeri che permetterebbero di tornare molto vicini ai valori di fine 2019. Con prospettive di pieno recupero entro il 2023.

Interessanti anche i dati sull’online, che senz’altro ha giocato un ruolo importante, accelerando la sua crescita. Tuttavia, se l’e-commerce fino ad aprile 2021 arrivava a incidere anche oltre il 50%, a giugno era sceso al 30% mentre a luglio si è attestato al 20% sul totale delle vendite. Il digital rimane in ogni caso un canale strategico anche per mantenere e consolidare le relazioni con i clienti attraverso le varie piattaforme.

Voglia di rinascita e rinnovata energia che trovano espressione anche in molte delle nuove collezioni: tinte luminose, vestibilità accoglienti, simbologie potenti. Come in un rituale di guarigione collettiva la moda guarda avanti con ottimismo e infonde positività nelle anticipazioni delle collezioni per la prossima primavera-estate. Come sottolineiamo negli approfondimenti e nelle anticipazioni che troverete su questo numero di HUB Style, dedicato in particolare alla donna in vista dell’imminente e attesa Milano Fashion Week.

Voglia di fare e intraprendere, che trova espressione anche tra i giovani stilisti e designer. Non è un caso che ci sia stato un sensibile aumento delle start up legate alla fashion industry: quasi 19mila le giovani imprese censite a giugno 2021 in Italia, quasi l’8% del sistema moda.

Chiudiamo da dove siamo partiti. Vale a dire dal sorriso. Parliamo ora di quello autentico e “personale”, nel senso più fisico del termine. Dolce, amaro, affettuoso, beffardo, malinconico o sognante: lo si coglie comunque in pieno dagli occhi ma soprattutto dal movimento di bocca e labbra. Facile quindi capire quanto miliardi di sorrisi siano stati in parte nascosti e un po’ soffocati dalle mascherine, divenute parte della quotidianità di tutti noi. Come sappiamo la pandemia non è ancora finita ma ci troviamo senz’altro in una condizione più favorevole e consapevole rispetto allo scorso anno. E stiamo riscoprendo il sorriso, nella sua espressione più piena e solare.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it