In collaborazione con Ethical Fashion Initiative e UN Alliance for Sustainable Fashion, in occasione della Milano Fashion Week e Milano Pre-COP026, Camera Nazionale della Moda Italiana ha tenuto da remoto il talk “Milan Climate & Fashion Talks”.

Il convegno, iniziato alle 15:00 e concluso alle 16:30, ha avuto come tema cardine il rapporto tra moda e crisi climatica in vista del COP26. Il prossimo ottobre si terrà a Glasgow l’evento UN Framework Convention on Climate Change COP26 a cui parteciperanno personalità politiche con il compito di accelerare il raggiungimento degli obiettivi siglati nell’accordo di Parigi.

Durante la MFW, appunto, Milano ospiterà la riunione preparatoria (Pre-COP26) con lo scopo di offrire maggiore visibilità al rapporto tra industria della moda e crisi climatica, dando voce a relatori delle istituzioni coinvolte. I risultati emersi dal Milan Climate and Fashion Talk saranno utili al Governo Italiano in vista del COP26.

CNMI ed EFI hanno dato vita al primo ESG Due Diligence and Reporting Framework per l’industria della moda, dando la possibilità ai protagonisti del settore di accedere a un sistema di sostenibilità lungo le catene di fornitura, attraverso processi di due diligence volti a individuare, eliminare e mitigare i rischi ESG.

Sono stati invitati alla discussione dalla giornalista e attivista Clare Press, per confrontarsi con Carlo Capasa, tre membri della UN Alliance, specializzati in sostenibilità ambientale: Lindita Xhaferi-Salihu (Unfcc-United Nations Framework Convention on Climate Change), Bettina Heller (Unep-United Nations Environment Programme), Paola Deda (Unece-United Nations Economic Commission for Europe).

Bisogna attuare importanti cambiamenti ai modelli di produzione e consumo, in termini di sostenibilità, per abbattere i costi sociali e ambientali del settore.

La moda, secondo il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, è responsabile del 10% delle emissioni dei gas serra, consuma 93 miliardi di mq di acqua e scarica ogni anno negli oceani l’equivalente di 50 milioni di bottiglie di plastica in microplastiche.