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Già iniziato nel 2020, l’aumento dei prezzi delle materie prime della filiera tessile e abbigliamento è un valore ancora in crescita.

Nel mese di agosto l’indice sintetico di SMI presenta un incremento del +35,2% in euro (+34,5% in US$) rispetto allo stesso mese del 2020. Una crescita che include anche diversi prodotti chimici utilizzati nella manifattura tessile, soprattutto nelle fasi di nobilitazione e finissaggio di filati e tessuti.

“Gli aumenti di materie prime e sostanze chimiche indispensabili nella nostra filiera creano ulteriori difficoltà in questo momento così complesso nel nostro settore. I rincari impattano anzitutto sul cosiddetto ‘monte della filiera’ che in questi anni sta affrontando le maggiori difficoltà tra blocchi e aumenti. Tutta la nostra filiera deve essere compatta nell’affrontare questi problemi insieme e i costi dovranno inevitabilmente essere spalmati su tutti gli attori dal monte alla valle della nostra produzione, per la tenuta della nostra unicità del made in Italy”, ci tiene a far sapere il presidente uscente di SMI, Marino Vago.

Uno scenario determinato da una domanda che risulta eccessiva per il periodo dovuta alla ripartenza delle attività economiche e dalla richiesta dei mercati internazionali di prodotti legati al made in Italy.