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di Sara Cinchetti

Che -a volte- sia anche questione di numeri lo sa bene il duo creativo made in Brescia che, dallo scorso 03.12.2020 ha concretizzato il progetto 312 studio, rimando a quella data che ha dato il via a tutto.

Giulia Pinto e Barbara Turelli, amiche nella vita e socie negli affari, hanno deciso di dedicarsi alla couture di blazer sartoriali. E, come si confà ai giovani d’oggi, l’occhio di riguardo è per la sostenibilità e una filiera a KM0: le creazioni infatti vengono realizzate con eccedenze di tessuti che le maison mettono a disposizione e l’azienda confezionatrice si trova sempre nel bresciano.

Capisaldi della collezione quindi sono la responsabilità delle produzioni, l’unicità di ciascun capo (considerata la realizzazione non in serie), l’essere edizioni limitate perchè, come interviene Barbara, “comanda il tessuto” e soprattutto prescindano dalle stagioni. E il leitmotiv ridondante che ha dato il nome a ciascun blazer (e che guiderà i prossimi sviluppi), è quello delle quattro amiche che hanno abitato le strade di Manhattan negli Anni ’90, e di cui tutte stiamo aspettando ritorno.

Ne abbiamo parlato con le giovanissime founder.

A partire da sinistra: Giulia Pinto e Barbara Turelli

Da dove nasce il vostro progetto?

La sera del tre dicembre 2020 ci siamo confrontate in merito al sogno di poter fare qualcosa di nostro. Si trattava di un qualcosa di inaspettato perchè, sebbene la moda fosse la passione di entrambe, mai avremmo pensato di poterlo concretizzare. All’inizio di tutto l’idea era quella di strutturare un e-commerce che si occupasse di vendere pronto moda ma i prodotti che erano sul mercato non ci hanno conquistate. Quindi abbiamo deciso di produrre noi quel capo che non riuscivamo a trovare e di conseguenza la nostra label. Presa questa decisione, una delle nostre grandi fortune è stata quella di incontrare persone che ci hanno supportato, anche perchè il nostro background non è legato al fashion.

Voi vi occupate di ideare i capi e li realizzate con…

Deadstock che non viene utilizzato dalle case di moda sempre del bresciano, così come la nostra azienda confezionatrice.

Quali sono stati i feedback che state ricevendo, considerato che il tutto è stato lanciato ufficialmente a settembre 2021?

Onestamente quest’entusiasmo da parte dei clienti, e non solo, è stato inaspettato. Ovviamente crediamo nel nostro progetto ma siamo consapevoli che, essendo un brand molto giovane, ci sarebbe voluto del tempo per farsi conoscere e apprezzare. Noi abbiamo iniziato senza pretese ma con l’idea di essere orgogliose di questa nostra etichetta.

E nel futuro come vorrete evolvere?

Attualmente creiamo blazer da donna ma vogliamo ampliare la nostra produzione, seppur questo capo verrà mantenuto e sarà il nostro must have. Inseriremo gonne a pareo, abbinabili alle nostre giacche ma che possano comunque vivere con qualsiasi look. E, come sempre, siano quattro stagioni.