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di Sara Fumagallo

L’assemblea 2021 di Confesercenti si è aperta con un messaggio di augurio di “buon lavoro” da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del neo-sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

La parola è poi passata alla presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise: “Si festeggiano i 50 anni di Confesercenti, che dal 1971 è dalla parte delle imprese. Anni in cui producendo ed esercitando valore abbiamo compiuto esercizi di impresa, coraggio, tenacia e libertà. Grazie al vostro lavoro che ha contribuito al futuro del nostro Paese”.

I dati

Quando è nata Confesercenti l’occupazione era il 19% di quella complessiva, mentre oggi ha raggiunto il 30%. Le loro imprese hanno contribuito alla crescita dell’occupazione femminile e dunque della presenza attiva delle donne nella società e nel lavoro. “Attualmente nei nostri settori la quota femminile rappresenta il 36%, tra i tassi più alti dell’economia italiana. È un cammino di crescita importante che oggi si sposa con i valori di parità di genere, inclusione, sostenibilità che dovranno essere al centro della nostra agenda nei prossimi anni”, afferma la presidente di Confesercenti.

È un anno particolare quello che si sta vivendo, un periodo che vede tutti occupati nella lotta alla pandemia. Tra chiusure, riaperture e restrizioni varie, Covid-19 ha messo a dura prova gli esercenti italiani che tra difficoltà e sacrifici hanno contributo a portar avanti l’economia del territorio italiano.

“Auspicabilmente, il Pil dovrebbe superare il livello pre-pandemia già nel 2022 anche se sono presenti sul percorso ancora una serie di ostacoli importanti”, continua De Luise.

Nei primi mesi del 2021 i prezzi di materie prime industriali (+43%), petrolio (+55%) e gas naturale (166%) sono aumentati considerevolmente, portando il conseguente rialzo dei costi sui consumi.

Quest’inflazione, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe sottrarre in due anni 9,5 miliardi di euro di consumi, “a fine 2022 il volume dei consumi potrebbe rimanere al di sotto del livello pre-pandemico, con uno scarto di circa 20 miliardi. La pandemia ha impoverito gli italiani, a fine 2021 il reddito medio delle famiglie sarà ancora 512 euro inferiore ai livelli pre-Covid”, aggiunge Patrizia De Luise.

Inoltre, l’emergenza sanitaria spinge chiunque a lavorare per un “futuro migliore” e a tal proposito si parte dalle riforme, come quella delle ammortizzazioni sociali e del lavoro – proposta dal governo – che consente da una parte di ridurre il costo del lavoro e dall’altra di proteggere il lavoratore.

“Per quanto riguarda la riforma fiscale c’è ancora molto da fare. Gli otto miliardi volti ad alleggerire la pressione fiscale destinati dalla legge di bilancio costituiscono una base di partenza molto ridotta e non è ancora molto chiaro come verranno ripartiti questi soldi. È una delle riforme abilitanti per innescare la trasformazione e il rilancio del Paese, va alleggerito il peso del fisco su famiglie e imprese”, conclude la presidente De Luise.

Da sinistra: Enrico Letta (PD), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Patrizia De Luise, Luigi Contu (Ansa), Giuseppe Conte (Moviento 5 Stelle) e Matteo Salvini (Lega)