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Un nuovo progetto umanitario è stato intrapreso per dare un’opportunità ai bambini dei villaggii Pingwe e Kae di Zanzibar, in Tanzania. Dove, nonostante gli abitanti vivano sul mare e per la maggior parte lavorino come pescatori, molti di loro non sanno nuotare. Anche perché, in un paese musulmano, per donne e bambine, i burkini sono un lusso.

WATOTO nasce da questa necessità: dare ai bambini tutti gli strumenti necessari per crescere e vivere sul mare senza correre rischi. L’iniziativa porta la firma di Roberto Ortu, art director e film maker, e di Alice Firman, fashion designer, grazie al supporto di The Rock for Community, una realtà nata dal ristorante The Rock Zanzibar di Nigel Firman, Andrea Brunetti e Claudio Moras. Con il loro impegno e grazie alla sponsorizzazione di Marcelo Burlon Foundation, la scuola di nuoto WATOTO ha aperto i battenti a giugno 2021 con quattro istruttori del villaggio di Michamvi. Quest’ultimi insegneranno a nuotare a bambini e bambine, tutte le settimane per un anno, portandoli da principianti a un livello avanzato.

Non solo. Grazie all’aiuto di Elena Beraldo, founder di Awear Projects e creative director del lifestyle brand Skin of Nature, WATOTO ha fornito a ogni bambino un kit di occhialini, braccioli e borse waterproof. Ma soprattutto shorts o burkini, interamente prodotti con materiali ricavati da reti da pesca e plastica riciclata grazie al supporto di Carvico, azienda leader nel settore dell’Econyl.

Fillippo Antonioli, grafico e designer del logo WATOTO, ha aiutato nella produzione delle t-shirt distribuite ai bambini. Le magliette saranno ora ristampate per adulti e messe in vendita su therockforcumminty.com per raccogliere fondi per aiutare WATOTO a continuare a nuotare.