di Sara Fumagallo

Tra valori, tendenze e nuovi concept si iniziano a intravedere segnali di rinascita.

Non è una novità sentir parlare di come il retail sia uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia: come ribadisce Massimo Torti di FMI – per quanto riguarda i negozi moda – ci sono stati 138 giorni di chiusura (pari al 35% della capacità lavorativa).

Nonostante ciò, la luce in fondo al tunnel sembra essere sempre più vicina e i segnali di ripresa sono sempre più concreti.

A tal proposito nella giornata odierna, martedì 30 novembre 2021, si è tenuto il webinar “Retail 2021” di World Capital Real Estate. Tra i relatori intervenuti ci sono stati Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia – Confcommercio, Fabio Primerano, presidente esecutivo di Ciesse Piumini e Lorenzo Mian, country digital leader di Decathlon Italia.

Moda vs Covid-19

“La pandemia è stata uno tsunami. Ha portato via quasi 4.500 punti vendita e ha fatto perdere il lavoro a oltre 30.000 persone. Ciò sta a significare una notevole perdita di forza lavoro, skills e competenze di addetti moda e di tutto il settore della distribuzione commerciale”, afferma Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia – Confcommercio.

Il settore fashion, come gli altri, a causa della pandemia ha dovuto cambiare il suo approccio al retail.

Per quanto riguarda i “salotti” dello shopping restano in testa Milano, Roma, Venezia e altre principali città italiane.

Come si può notare nell’immagine che segue, la moda ha subito un crollo drastico durante il 2020, dati in netto aumento quest’anno. Il grafico vuole mettere alla luce le differenze di due realtà retail (alimentare e abbigliamento) prima, durante e dopo le chiusure dovute a Covid-19.

World Capital Group 2021 – Fonte: Istat

Il post-pandemia ha fatto capire quanto la sostenibilità sia importante e a tal proposito è intervenuto Fabio Primerano, presidente esecutivo di Ciesse Piumini, per parlare della “mission to green” attuata dal brand: “La ‘mission to green’ è un punto di partenza, un percorso difficile e complicato che Ciesse Piumini ha deciso di intraprendere. È una filosofia di vita, oltre che aziendale, che abbiamo scelto di portare avanti coinvolgendo i nostri collaboratori e partner”.

L’inevitabile digitalizzazione del retail

In questi ultimi due anni, integrare lo store fisico alla sua versione online è diventato fondamentale per sopravvivere sul mercato. Un processo inevitabile, appunto, che la pandemia ha semplicemente accelerato.

Si parla di innovazione e, come spiega Lorenzo Mian, migliorare l’experience digital – rendendola quanto meno simile a quella offline – è importante.

L’omnicanalità per Decathlon ha inizio nel 2008, quando apre il suo primo sito e-commerce, ma ha continuato ad espandersi. A fine 2019, per esempio, ha messo a disposizione di ogni dipendente uno smartphone professionale che potesse rispondere ai bisogni del cliente in store. O ancora, l’opzione “ordina, scegli e ritira”.

I consumatori diventano sempre più consumat(t)ori e le quattro linee di azione (attuabili grazie alla digitalizzazione) che i retail devono seguire sono: imparare a misurare le performance per poi poterle migliorare (es. preferenze dei clienti), sviluppare una strategia offline attraverso il neuro-marketing (es. tatto, olfatto, udito…), adeguata strategia online che può essere di vendita o comunicazione (es. giusto utilizzo del sito) e infine selezionare, formare, gestire e motivare il personale.

Immagine scattata durante il webinar “Retail 2021”