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Secondo il report di Deloitte, Global Powers of Luxury Goods 2020, 100 delle più grandi aziende nel mondo che operano nel lusso hanno generato vendite per 281 miliardi di dollari nel FY2019 e una crescita di 15 miliardi di dollari rispetto all’anno passato.

Si tratta della settima edizione dello studio annuale di Deloitte, appunto, che classifica i “100 top player del settore fashion & luxury a livello globale”, sulla base delle vendite.

I tassi di crescita, per le prime 100 società, sono stati del +8,5% (-1,1% rispetto al 9,6% del FY2018) e, per il terzo anno consecutivo, i primi quattro sul podio sono: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE, Kering SA, The Estée Lauder Companies Inc. e Compagnie Financière Richemont SA.

“Nel FY2019, il gruppo L’Oréal Luxe sostituisce Chanel al quinto posto in classifica, mentre EssilorLuxottica SA rimane stabile al settimo posto. The Swatch Group perde due posizioni, scendendo al decimo posto. E per la prima volta le vendite aggregate delle aziende della top 10 costituiscono più della metà delle vendite di tutte le aziende nella classifica di Deloitte: il 51,2%”, si legge in una nota ufficiale.

Inoltre, 9 aziende su 10 che hanno reso pubblico il dato rappresentano il 71,7% dei net profit totali delle top 100.

Top 10 luxury goods companies classificate in termini di vendite. Fonte: Deloitte Global Powers of Luxury Goods 2020

Il made in Italy si fa sentire ma i ricavi globali sono bassi

Per quanto riguarda l’Italia, e il made in Italy, come gli scorsi anni si conferma “Paese leader nel settore” con 22 aziende su 100 in classifica. Di queste: circa due terzi lavorano nel settore abbigliamento e calzature, il 23% opera nel comparto borse e accessori.

L’incremento delle vendite di beni di lusso nel “Bel Paese”, su base annua per il FY2019, è stato del +4,7% (buono rispetto alla crescita delle vendite pari a zero nel FY2018).

Anche quest’anno, l’unica azienda italiana presente nella top 10 è EssilorLuxottica che, insieme al Gruppo Prada e Giorgio Armani, sono i player italiani in classifica, rappresentando quasi la metà delle vendite di beni di lusso realizzate nel FY2019 dalle aziende italiane presenti nel ranking.

Moncler è il brand con la performance migliore, rientrando tra i “Fastest 20” per cinque anni consecutivi e registrando il terzo net profit margin più alto della top 100 (22,0%) dopo la brasiliana Vivara ed Hermès.

Ermenegildo Zegna ed Euroitalia hanno registrato un aumento delle vendite a doppia cifra. Quest’ultima, inoltre, è rientrata tra le “10 aziende a crescita più rapida dello scorso anno”.

Durante FY2019 sei dei più grandi marchi luxury italiani sono tornati a registrare un incremento positivo, questi sono: Giorgio Armani, OTB, Dolce & Gabbana, Ferragamo, Ermenegildo Zegna e Twinset.

Comunque, pur ottenendo il 22% del podio, le aziende italiane realizzano solo il 12,4% dei ricavi totali globali classificandosi quarte dopo Francia (28,3%), Stati Uniti (18,3%) e Svizzera (13,2%).

Al primo posto si trova dunque la Francia, che con (solo) nove aziende in top 100 consegue la “migliore crescita nelle vendite di prodotti di lusso nel FY2019” (+15,7%), quasi il doppio della crescita dell’intera classifica.

Infatti, LVMH, Kering, e L’Oréal Luxe, si collocano tra le prime cinque e hanno sede in Francia.

Invece, secondo il net profit margin, al primo posto si trova la Svizzera (16,2%) e poi la Francia (15%). In questo caso l’Italia si colloca all’ultimo posto (5,6%).

Crescita su base annua e net profit margin dei paesi rappresentati dalle aziende in Top 100. Fonte: Deloitte Global Powers of Luxury Goods 2020

Copyright immagine in copertina: Sophie Carre