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Dopo un periodo buio causato dalla pandemia, il 2021 mostra dei segnali di ripartenza del settore calzaturiero.

Nonostante un terzo trimestre scarso, i dati dei primi nove mesi evidenziano recuperi a due cifre nelle principali variabili congiunturali, ma c’è ancora del lavoro da fare per tornare ai livelli pre-emergenza.

Le esportazioni, trainate dalle griffe internazionali del lusso, registrano i risultati migliori con un +17,6% in valore sul 2020: Francia (+25%), Svizzera (+19%), USA (+38%), Cina (+50%). Quest’ultima ha superato di gran lunga i livelli del 2019, +26%. Si consolida inoltre l’attivo del saldo commerciale con un +24,6%.

I consumi interni vacillano ancora un po’. Come si legge in una nota ufficiale: “+10,5% in spesa gli acquisti delle famiglie, ancora al di sotto di un 15% rispetto a due anni addietro; resta in forte sofferenza lo shopping dei turisti stranieri”.

La ripresa procede a rilento, infatti 3 aziende su 10 sperimenteranno un’ulteriore contrazione nel fatturato. Solo per il 46% l’incremento sarà superiore al +10%.

Secondo l’indagine del Centro Studi di Confindustria Moda, le prime proiezioni di chiusura dell’anno vedono un “recupero del fatturato del +16,2% sul 2020, ma con un gap compreso tra il -10 e il -15% rispetto ai livelli 2019 antecedenti l’emergenza sanitaria (-13,1% la stima puntuale)”.

Oltre alla preoccupazione di una nuova ondata di contagi si aggiunge anche il timore dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia (il 96% degli imprenditori afferma che gli aumenti dei listini della materia prima impatteranno sulla ripresa dell’azienda. Lo stesso anche per i rincari energetici, 80%).

In un documento ufficiale si legge: I lunghi mesi di crisi eccezionale cominciano a presentare il conto. -82 aziende calzaturiere e -940 addetti nei primi tre trimestri 2021, tra industria e artigianato, mentre gli strumenti di integrazione salariale nella filiera pelle, pur in calo del -8,7% sul 2020, restano su livelli straordinariamente elevati (60,8 milioni di ore autorizzate, oltre 9 volte più del 2019)”.

Il terzo trimestre ha sottolineato come 2 aziende calzaturiere su 3 abbiano registrato un aumento dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita media del fatturato del +15,3% (in aumento anche la raccolta ordini del +14%).

In base ai primi tre trimestri del 2020, il fatturato ha subito un recupero del +19,5%.

Si tratta quindi di segnali positivi che vedono un recupero rispetto ai livelli del 2020. Questo però non vale per tutte le aziende, non tutte sono riuscite a risanare le perdite avvenute durante quell’anno. Solo un terzo delle aziende ha dichiarato di aver superato, o eguagliato, i livelli di fatturato pre-Covid.

Infine, 3 calzaturieri su 5 prevedono un aumento del fatturato rispetto al 2020: il 30% archivierà il 2021 con incrementi superiori al 20%, mentre il 16% del campione prospetta una variazione tra il 10% e il 20%.