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A poche ore dalla chiusura della fiera fiorentina, i bilanci sono positivi e questo è confermato anche dalle affluenze: sono circa 4.900 i compratori che hanno partecipato a Pitti di cui il 30% proviene da una sessantina di Paesi esteri. In particolare a Pitti Uomo i Paesi che hanno partecipato con maggior affluenza sono: Olanda (134 buyers), Francia (134), Spagna (123), Germania (118), Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Turchia, Usa e Russia. Buoni risultati dai Paesi del nord Europa (Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia per un totale di 60 buyers) e da segnalare alcune presenze di qualità anche da Cina, Giappone, Corea del Sud e Cina Hong Kong.

“Siamo felici per come sono andate le cose in Fortezza da Basso”dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. E prosegue: “da parte mia voglio anzitutto ringraziare le aziende espositrici che hanno creduto nel nostro lavoro e nella nostra capacità di organizzare il salone in sicurezza e secondo i consolidati standard di selezione e qualità: insieme alle nuove collezioni, si sono portati dietro energia e passione. Ringrazio i compratori italiani ed esteri, che hanno deciso di muoversi e viaggiare in un momento particolarmente complicato e lo hanno fatto con lo spirito giusto, prudenti ma sereni e determinati. Ed esprimo la nostra riconoscenza verso i tanti giornalisti che si sono presentati a Firenze, perché non si sono limitati a fare cronaca, a raccontare le storie e a dare giudizi sui prodotti: piuttosto, sono stati portatori essi stessi e testimoni di un’atmosfera attiva e di comune partecipazione, di un sentimento positivo. Infine ringrazio dal profondo tutte le persone di Pitti che hanno lavorato bene e duramente, i collaboratori di ogni genere, gli allestitori, i servizi cittadini, i ristoranti, gli alberghi, Firenze. È stato un appuntamento giusto e andava fatto: ci siamo tutti meritati questo Pitti”.

Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine

Le dichiarazioni

“Se non sapessi che è in corso la pandemia, avrei detto che sono state praticamente normali giornate di fiera. Stand pieno, fondamentalmente abbiamo lavorato come sempre, quindi giorni estremamente positivi, in termini proprio quantitativi. Poi c’è la positività delle persone che sono venute per lavorare, con la voglia di fare e molta determinazione. Si è respirata tanta volontà di uscire da questa situazione”, ha dichiarato Claudio Marenzi di Herno.

Al quale gli fa eco Andrea Dini di Paul & Shark, che conferma l’atmosfera piacevolissima e una fiera sopra le aspettative: “Abbiamo aderito perché volevamo comunque essere a Pitti Uomo, a prescindere dalle presenze dei nostri clienti e partner, e ne siamo stati felicemente sorpresi. In questi giorni abbiamo visto tanta gente, anche diversi visitatori esteri, da Belgio, Olanda, anche da Francia e Spagna, meno dal Nord America. Molto ha giocato la disinformazione sul Covid in Italia. Pitti Uomo è l’unica occasione a livello mondiale per il lusso uomo di incontrare i propri partner, clienti e distributori”. 

E così Cristina Calori di WP Lavori in Corso e Filson che constata l’importanza della fiera come vetrina per potersi proporre sul mercato: “È stata un’edizione molto superiore alle aspettative. Pensavamo di avere un flusso ridotto e invece soltanto nella prima giornata di fiera abbiamo avuto 700 persone in stand, quindi siamo molto soddisfatti. Abbiamo visto sicuramente più italiani che stranieri, assieme a una buona partecipazione di stampa e tv. A ogni modo è come sempre un’ottima vetrina per il nostro lavoro”.

“Questa volta chi non è venuto a Pitti ha commesso una leggerezza maggiore di quella che ha commesso a giugno. Pitti è stato interessante, con un’ottima qualità di visitatori e con, soprattutto da parte di buyer e clienti esteri, la volontà di essere qui per poter visitare la fiera”, sostiene Vincenzo Sansonne, direttore creativo di Giannetto Portofino.