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di Sara Fumagallo

Nato nel 1975 come piccolo laboratorio artigianale ai piedi delle prealpi venete, Crispi dopo quarant’anni, due generazioni e aver consolidato la propria identità legata all’outdoor, si affaccia all’urban-fashion. La famiglia Marcolin, a capo dell’azienda specializzata in calzature tecniche, si mette in gioco e convoglia nel nuovo progetto quelle tecnologie e tradizioni che l’hanno sempre caratterizzata.

Una contaminazione tra outdoor e moda, ormai sempre più desiderata e cool. “Siamo artigiani responsabili e consapevoli, legati al territorio e alla cultura in cui viviamo e perciò curiamo ogni creazione con passione e attenzione trasferendo il nostro credo e l’amore per ciò che facciamo in ogni gesto. Ma siamo anche degli innovatori, fieramente convinti che tecnologia e ricerca continua costituiscano il segreto di un’ottima riuscita”, dichiara Luca Sarnataro, global sales director del brand. “Le fasi e le azioni di sempre si tingono di nuova luce quando all’esperienza del passato si affiancano idee e tecnologie innovative”, prosegue.

Da questi presupposti, è proprio Sarnataro a raccontarci della nuova via intrapresa da Crispi e delle sue calzature, oggi anche legate all’urban.

Cosa rappresenta per Crispi il fashion?

Per noi è un concetto che non risiede solo nell’estetica e nell’appeal, ma nella combinazione dell’aspetto esteriore con il massimo della efficienza urbana. Significa porre attenzione a un nuovo modo di vivere le dinamiche urbane. Vogliamo garantire proposte stilistiche innovative e funzionali che possono essere vissute tutti i giorni.

Il vostro core è legato all’outdoor, quali sono dunque le ragioni che vi hanno spinto ad approcciare il comparto urban?

La nostra idea è offrire una calzatura destinata a un uso quotidiano che sia combinazione di stile italiano e che, allo stesso tempo, esprima la miglior funzionalità urbana. Abbiamo coinvolto top designer per dare alle scarpe un contenuto estetico distintivo e coerente con la storia outdoor del marchio ma, allo stesso tempo, uno stile moderno e di tendenza. Inoltre, l’aspetto che ci contraddistingue e offre un valore aggiunto è rappresentato dal fatto di aver declinato le tecnologie tipiche dell’alpinismo più esigente, in soluzioni di comfort e di moderna performance urbana. Le calzature sono “fatte a mano in Italia”, i prodotti sono il risultato del nostro saper fare artigiano riconosciuto nel mondo.

Com’è articolata la vostra distribuzione?

Siamo presenti in Cina da oltre 16 anni e l’invito a partecipare alla recente fiera CIIE è stato il riconoscimento del lungo lavoro svolto e dell’apprezzamento dei consumatori orientali. Il Giappone parimenti ci riserva grande soddisfazione da oltre 15 anni. Così anche gli Stati Uniti sono un nuovo mercato in fase di sviluppo. In questo caso la rilevante presenza del marchio – posizionamento premium, made in Italy – sta richiamando l’attenzione su calzature evolute di stile urban-outdoor. Nel Bel Paese il progetto ci vede impegnati direttamente in una prima fase di lancio con focus sull’e-shop aziendale, per favorire una seconda fase di sviluppo di punti vendita selezionati. Il format vuole fare leva sulla multicanalità e un approccio sinergico e integrato on/offline.

In occasione della quarta edizione di “China International Import Expo” (5-10 novembre 2021, Shanghai, Cina) Crispi è stato invitato a esporre alla kermesse dedicata ai marchi stranieri, che si sono distinti sul mercato cinese. Il brand è presente sul territorio da 16 anni e, a oggi, è distribuito tramite un negozio monomarca in Tmall, il suo flagship store di Jiangyin, e attraverso corner dedicati in oltre 120 punti vendita selezionati.