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“Abbiamo assistito a un dicembre 2021 che rispetto al dicembre 2020, quando erano in vigore misure di contenimento dell’emergenza pandemica, ha confermato un graduale ritorno agli acquisti, e in generale una volontà a tornare alle abitudini di vita pre-pandemia. Nonostante questo quadro in miglioramento, il mese di dicembre 2021 registra ancora un gap di 12 punti rispetto all’anno scorso. Scendendo più nel dettaglio, i centri città, che l’anno scorso avevano beneficiato delle restrizioni sui centri commerciali, quest’anno hanno registrato il trend meno dinamico a +6% dato che i consumatori sono tornati a fare acquisti nei centri commerciali a +67%”, afferma Paolo Lobetti Bodoni, consulting market leader di EY in Italia.

Secondo Confimprese-EY, l’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food nel mese di dicembre 2021 mostra margini di miglioramento, chiudendo a +46% rispetto allo stesso periodo del 2020 ma a -12% rispetto il 2019.

Si tratta dunque di segnali positivi che mostrano però quanto la ripresa del retail stia faticando. Infatti, con un’ampia visione su tutto l’anno, si nota un incremento del +17,5% rispetto il 2020 ma un gap importante del -22,7% sul 2019.

Si notano altrettante forti differenze tra settori di attività: ristorazione +22% (vs 2020) -29% (vs 2019), abbigliamento-accessori +15% (vs 2020) -26% (vs 2019) e infine il non food, l’unico a ottenere risultati soddisfacenti, chiudendo il 2021 a +20,5% (con +19% sul totale 2020), consentendo quindi al gap del 2019 di ridursi a -1,7%.

A subire in maniera più critica le continue restrizioni causate da Covid-19 è sicuramente il settore travel con un -44% rispetto al 2019. Anche i centri commerciali non vedono grossi segnali di ripresa con una contrazione del -30%.

Mario Maiocchi, direttore Centro studi Confimprese, dichiara: L’anno 2021 chiude in linea con le nostre stime a +17% verso il 2020 ma con un pesante gap del -22,7% ancora da recuperare sul 2019. Anche le prime proiezioni dell’avvio di gennaio non segnalano nulla di positivo. Oltre all’inflazione in costante accelerazione e il caro bollette che bloccano gli acquisti – a parte quelli di prima necessità – anche l’impatto della pandemia che costringe a stare in casa conferma una situazione di forte instabilità, frenando i consumi. Da notare il brusco rallentamento avvenuto nelle ultime due settimane di dicembre con i flussi dei centri commerciali rispettivamente a -27% nella quarta settimana e a -35% nella quinta rispetto al -18% delle settimane precedenti. Ciò ci fa prospettare la ripresa non prima del 2023″. 

In base alle aree geografiche, verso il 2019, a soffrire meno è il Sud (-4,5% vs dicembre e -14% su totale annuo). Il Centro chiude dicembre a -9,4% e l’intero anno a -22%, il Nord-ovest a -13,8% e un progressivo anno a -24% e il Nord-est rispettivamente a -19,8% e -24,2%.