“La si può definire innovazione solo quando è sostenibile e impatta positivamente sulle persone, sulla comunità e sul nostro ambiente”, afferma Mohamed Deramchi, ceo e founder di WWG.

Nella giornata del 31 gennaio 2022 si è tenuto il webinar di P.E.A.S – Product Environmental Accountability System, ovvero il primo intelligent system che alla tracciabilità sociale e ambientale unisce la gamification (termine che vuole identificare l’uso di elementi mutati dai giochi).

“Ogni secondo l’equivalente di un camion carico di vestiti viene bruciato o gettato in discarica. I problemi sociali e ambientali causati dall’industria della moda derivano dal fatto che noi tutti siamo stati indotti a disconnetterci emotivamente dai capi che compriamo”, dichiara Matteo Ward, ceo di WRÅD e ideatore di P.E.A.S.

Un progetto, inoltre, realizzato in collaborazione con WRÅD e nato grazie al supporto indispensabile di Regione Lombardia, Politecnico di Milano e le aziende MOOD, 1TrueID e WWG, che singolarmente hanno contribuito a rendere concreta questa iniziativa.

“Da molto tempo Regione Lombardia sta lavorando su una strategia di sviluppo sostenibile per raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030. Ad oggi sono stati finanziati 17 progetti tra cui, appunto, P.E.A.S.”, afferma la Dott.ssa Negroni di Regione Lombardia.

“Tutti da anni ci ricordiamo dell’importanza di amare i nostri vestiti e di viverli a lungo per avere un impatto positivo sull’ambiente. Da questa necessità nasce l’idea di creare P.E.A.S, un ‘gioco intelligente’ per contrastare in modo innovativo la sovrapproduzione e sovraconsumo di vestiti”, conclude Ward.

Si tratta di una tecnologia che vuole rendere facilmente fruibili le informazioni sull’origine e l’impatto dell’abbigliamento che tutti noi compriamo. Ma non solo, grazie a uno speciale algoritmo il capo è in grado di comunicare quanto impatto ambientale ha ciò che viene indossato e quanto viene ammortizzato nel tempo.

Un modo quindi, per “connettersi” ai propri vestiti e viverli in una maniera ancora più concreta.

“Per amare bisogna conoscere, entrare in connessione. P.E.A.S rende per la prima volta questa connessione facile e immediata”, parla Enrico Brazzelli, ceo e fondatore MOOD.

Infatti, in media un capo viene buttato solo dopo 7 utilizzi con un conseguente eccessivo consumo che risulta incompatibile con ogni strategia di sviluppo sostenibile.

È anche da questi numeri che nasce il progetto P.E.A.S: attraverso la lavorazione ed elaborazione dei dati ottenuti, è stato calcolato l’impatto ambientale di tutti i passaggi che servono per realizzare un prodotto, dal fiocco di cotone al capo finito.

“Dai risultati della nostra ricerca scientifica sulle cause della non sostenibilità del sistema moda e lusso emerge come sia impossibile raggiungere gli obiettivi di sostenibilità di lungo termine senza il contributo attivo di tutti gli attori coinvolti. Pensare che la responsabilità del cambiamento sia in capo ad un determinato soggetto della filiera moda è sbagliato e potenzialmente anche controproducente”, afferma Alessandro Brun, professore del Politecnico di Milano.

E Fausto Chiappa, ceo di 1TruedID, continua: “Dopo aver studiato e analizzato cosa offriva il settore e quali tra le blockchain esistenti si adattava alle nostre esigenze, abbiamo deciso di creare una nostra blockchain: pubblica, economica e a basso consumo energetico”.