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Un numero particolarmente ricco, “colorato” e denso di contenuti, analisi e stimoli quello che vi proponiamo questo mese. Peraltro, come di consueto, focalizzato maggiormente sul fashion femminile, dopo la prima uscita di gennaio più dedicata all’uomo. Senza per questo rinunciare a tematiche e approfondimenti di carattere generale. Come nel caso della nostra nuova, esclusiva e ambiziosa inchiesta “100 punti di vista”. Con altrettante interviste a una selezione di retailer italiani sull’andamento del 2021. Numerosi i temi caldi e interessanti, oltre alle classifiche dei marchi più venduti e del brand rivelazione. Nelle pagine seguenti troverete le prime 50 schede, mentre sul prossimo numero pubblicheremo la seconda puntata dell’inchiesta.

In attesa di stilare un bilancio complessivo, emergono già in modo limpido alcuni elementi emblematici. Innanzitutto il dato che riguarda le vendite. Cresciute per la quasi totalità degli intervistati, spesso con incrementi percentuali a doppia cifra, in linea con i risultati dei principali marchi del settore. Certo, sappiamo bene che rispetto al 2020 tutto ciò era previsto e in qualche modo fisiologico. E che, tuttavia, molti non sono ancora tornati ai livelli precedenti al Covid. Vale la pena, però, sottolineare anche l’umore dei retailer. Per la quasi totalità (ben 46 su 50) positivo e incline al sorriso, come si evince anche dalle icone che accompagnano ogni intervista.

Numerosi i commenti significativi raccolti dai nostri interlocutori. Su come, per esempio, la pandemia abbia rappresentato un momento particolarmente difficile per il commercio al dettaglio, ma al contempo abbia offerto molte opportunità di riflessione, oltre a un aggiustamento dell’assortimento e del brand mix. O come emerga una rinnovata voglia di capi nuovi, belli e colorati, che possano in qualche modo accompagnare le persone verso una nuova era di ritrovata gioiosità. Numerosi anche gli accenni a una maggior attenzione alla sostenibilità, oltre all’orgogliosa rivendicazione del prezioso ruolo di ricerca svolto spesso dai negozi riguardo nuovi marchi, tendenze, stili e contaminazioni.

Questo non significa che manchino problemi e incognite per il prossimo futuro. Su tutto, la questione delle ritardate o mancate consegne, che pare riguardare anche in alcuni casi le collezioni estive. Da non sottovalutare anche il sensibile aumento dei prezzi di materie prime e trasporti, che si ripercuote inevitabilmente sui listini. Sarà interessante capire se e quanto questi due fattori incideranno sul bilancio 2022. Sul quale permane comunque un certo ottimismo, unito alla volontà di continuare a investire su qualità, servizio e rapporto con i clienti. Consapevoli che molti di essi proprio negli ultimi due anni hanno (ri)scoperto la professionalità e competenza dei negozi specializzati. Certo anche l’incidenza dell’e-commerce è in media sempre più significativa, ma non in grado di sostituire l’esperienza di acquisto in store. In sintesi, possiamo dire che i motivi di soddisfazione al momento superano quelli preoccupanti. Ecco perchè, almeno per ora, non ci resta che ridere.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it