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Se dovessimo dare un titolo al mercato della moda italiana dello scorso anno – e più in generale allargando lo sguardo alla passata stagione autunno inverno 21/22 – questo potrebbe essere particolarmente rappresentativo. Il perché è presto detto. E per dettagliarlo meglio ci vengono in aiuto gli interessanti dati raccolti da HUB Style nella assai apprezzata e discussa inchiesta “100 punti di vista”, con interviste ad altrettanti retailer rappresentativi della fashion industry italiana. Un focus che, anche su questo numero, in qualche modo prosegue, questa volta con gli interventi di alcuni marchi riguardo le tematiche più calde sollevate dai retailer. Un altro importante strumento statistico, su un panel ancor più ampio (parliamo di ben 20mila aziende per circa 26mila punti vendita), è quello realizzato da Fashion Bank su un database di retailer specializzati nel mercato al dettaglio multimarca.

Uno dei principali elementi che emerge chiaramente è la storicità delle aziende. Un’ampia maggioranza di esse è infatti attiva da oltre 35 anni. Di contro, quelle aperte negli ultimi 24 mesi rappresentano solamente l’1,6% del totale. Significativo anche il dato sulla superficie dei punti vendita. Le metrature più comuni sono quelle di “piccola taglia”: fino a 50 mq (27,6% del totale), da 50 a 100 mq (34,8%), da 100 a 200 mq (22,5%). In altre parole: oltre l’80% dei negozi di moda multibrand in Italia hanno una superficie inferiore ai 200mq. Solo il 10% dai 200 ai 500mq e il 5% oltre i 500mq. Dati decisamente differenti rispetto a quelli di molti altri mercati europei e occidentali, nei quali le dimensioni medie sono assai più elevate

Situazione speculare anche se si guardano i dati di acquisto (sell in). Con un’elevata concentrazione di società nella fascia da 100k a 500k (ben tre negozi su quattro). Poco meno del 7% supera il milione di euro. Dati che vanno a confermare le peculiarità della distribuzione multibrand del nostro Paese, costituita per lo più da piccoli punti vendita distribuiti uniformemente sul territorio. Venendo alle tipologie, è interessante notare come sia stata riscontrata una presenza di circa 21.965 punti vendita con la presenza del genere donna all’interno del proprio assortimento, contro le 18.159 unità che trattano l’uomo e 11.819 presenze per il bambino.

Al di là dei freddi (ma pur sempre istruttivi) numeri, qual è il termometro del mercato? L’analisi ne fornisce una sua interpretazione grazie all’indice “Fashion Sentiment”, elaborato sulla base delle valutazioni effettuate dai consumatori italiani in merito a: situazione economica generale e prospettive occupazionali del Paese, situazione economica e propensione al risparmio familiare, priorità di spesa familiare nell’immediato futuro, importanza dell’abbigliamento. Il risultato ci rivela che la situazione, pur tra alti e bassi, rimane assai migliore del 2020 e nell’ultima stagione fall-winter l’abbigliamento abbia ripreso quota rimanendo sempre al terzo posto tra le priorità di spesa degli italiani (dopo la salute e la manutenzione della casa). Questo si è riverberato positivamente sui dati consolidati del 2021, che hanno segnato un +15% per i centri commerciali, un +16% per gli outlet e un rotondo +29% per i negozi in città.

Numeri che non permettono ancora un pieno e generalizzato recupero della situazione pre pandemia. Ma che, di certo, sono confortanti e aiutano ad affrontare meglio un 2022 iniziato non proprio nel migliore dei modi, tra guerra, inflazione e il perdurare di aumenti, ritardi e difficoltà nell’approvvigionamento dei prodotti e nella gestione dei trasporti extra europei. Anche per questo c’è attesa e curiosità nel verificare quali saranno i dati consolidati del primo semestre dell’anno. E soprattutto cosa ci aspetterà nei prossimi sei mesi. Una parziale risposta la avremo dai molteplici eventi e fiere che tornano a riempire i calendari della fashion industry. Da Pitti a White, passando per le manifestazioni internazionali e la ritrovata fashion week ormai tutta in presenza. HUB Style, come sempre, ci sarà. Per vivere di persona l’evolversi del mercato e raccontarvi da dentro altri numeri, fatti, sensazioni e sentimenti. Oltre, lo speriamo, a tante altre piccole grandi storie di ripresa e successo.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it