Secondo il rapporto Monitor Altagamma Bain sui Mercati Mondiali dei Beni Personali di Lusso, il 2021 ha visto un recupero post-Covid e lo stesso per il primo trimestre del 2022 (+17/19% rispetto allo stesso periodo del ’21), nonostante la crisi Russia-Ucraina e i rigidi lockdown cinesi.

La fiducia dei consumatori americani ed europei si mostra solida e il ritorno agli acquisti è stato favorito dall’assenza di nuovi focolai epidemici.

“In un quadro caratterizzato da forti incertezze macro-economiche, l’Altagamma Consensus stima che le imprese del comparto avranno una crescita dell’EBITDA in media del 9%, confermando il rapido percorso di ripresa iniziato nel 2021. A fronte di una Cina che rallenta per i lockdown determinati dalle politiche “zero-Covid”, la crescita dei consumi sarà trainata dalla forte domanda del consumatore americano e da un’accelerazione della ripresa in Europa, nonostante la guerra in Ucraina. Diventa sempre più rilevante il presidio degli spazi digitali e il posizionamento dei brand sui valori della sostenibilità”, dichiara Matteo Lunelli, presidente di Altagamma.

Dopo un anno buio come quello del 2020, il mercato dei beni personali di lusso ha registrato un rimbalzo a “V” durante il 2021 raggiungendo circa 288 miliardi di euro. Questo è dovuto, anche, grazie a un forte quarto trimestre (+7% rispetto allo stesso periodo del ‘19). In questo caso, il 2021 ha chiuso a +3% sul 2019.

“Nonostante le importanti sfide macroeconomiche, tra cui l’iperinflazione, il rallentamento della crescita del PIL e il conflitto russo-ucraino, il mercato dei beni personali di lusso si è dimostrato ancora una volta resiliente. Le marche di beni di lusso hanno iniziato quest’anno mostrando una crescita particolarmente forte, svolgendo al contempo un ruolo di primo piano nella trasformazione sostenibile e digitale in atto nel mondo”, dichiara Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company.

Sono Europa e USA i mercati più maturi e che si confermano pilastri del comparto e, il Vecchio Continente, stima di tornare ai livelli pre-Covid in anticipo di un anno.

La Cina, dopo un primo trimestre positivo, sta rallentando i consumi conseguentemente alle politiche “zero-Covid”. Anche se il consumatore cinese punta sempre a desiderare prodotti di lusso e si stima che il Paese ritorni ai livelli pre-Covid piuttosto in fretta. Il Giappone, al contrario, vive una stagione meno brillante.

“Negli ultimi mesi, le marche del lusso sono state costrette a riorientare il proprio futuro. Avranno successo le aziende che sapranno abbracciare rapidamente i cambiamenti, assicurandosi di comprendere appieno le implicazioni delle nuove dinamiche geopolitiche e delle tendenze culturali per tutti i loro stakeholder: consumatori, investitori, dipendenti e società in generale. Quelli che ne usciranno vincitori sfrutteranno le opportunità offerte dal mondo virtuale, dalla trasformazione della sostenibilità e dalle preferenze delle generazioni più giovani”, ha dichiarato Federica Levato, partner di Bain & Company.

Nonostante la grave situazione politica ed economica causata dalla guerra, l’inflazione e la difficoltà di reperimento delle materie prime che rischiano di rallentare la ripresa, lo studio prevede una crescita positiva su tutti i mercati: Europa (+12%), Stati Uniti (+10%), America Latina (+7%), Giappone (+7,5%), Asia (+5%).

“Secondo gli analisti dell’Altagamma Consensus, i consumatori europei e americani guideranno la crescita del mercato del lusso personale per il 2022, compensando il rallentamento asiatico. Si stima una crescita sostenuta anche se meno straordinaria della precedente previsione, per via della normalizzazione del mercato e di alcuni nuovi elementi di incertezza, che potrebbero tuttavia avere un impatto soprattutto sul 2023. La crescita del dollaro potrebbe favorire i brand europei. La performance del mercato Asiatico e Cinese resta l’ago della bilancia più significativo, insieme all’esito del conflitto tra Russia e Ucraina e ai prossimi possibili lockdown”, afferma Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma.