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Di Marco Rizzi

Dopo 16 anni Sneakers 76 rinnova la sua casa nel cuore di Taranto, con spazi dedicati agli appassionati e alla diffusione della Street Culture. Daniele Valente, fondatore del negozio, ci ha raccontato il nuovo progetto

L’inaugurazione del nuovo Sneakers 76 arriva, forse in controtendenza, dopo il difficile periodo della pandemia. Cosa ti ha spinto a voler rinnovare il negozio con un progetto così importante?

Sono trascorsi circa due mesi dalla nostra riapertura e durante questo periodo abbiamo ricevuto molte visite e grandi dimostrazioni d’affetto da parte di amici e clienti, che fossero locali o soltanto di passaggio in Puglia. A spingerci maggiormente a rinnovare Sneakers 76 è stata la volontà di ricreare l’ambiente familiare e l’atmosfera dei primi anni, quando bastavano pochi metri quadri. Si parlava di sneakers e si sono gettate le basi su cui è nata la nostra community. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto e gli spazi originali non bastavano più, questo ci ha portati a rivedere la struttura dello store per poter offrire nuovi ambienti per la vendita adatti al nostro pubblico. A mio avviso dopo la pandemia la gente ha dimostrato di avere voglia di tornare nei negozi e provare nuove esperienze. Nel primo semestre del 2022 abbiamo notato una fisiologica flessione delle vendite online che è stata però bilanciata da una forte crescita di quelle offline.

Con l’ampliamento del negozio non cresce soltanto il piano vendita ma aumentano anche gli spazi destinati ai clienti e agli amici della scena sorta nel corso degli anni attorno allo store. Che ruolo ha la community di Sneakers 76 nelle vostre attività?

Gli spazi dello store originale sono stati completamente rinnovati e ora il negozio ha un piano in più di circa 180 metri quadri, tutto il progetto è stato curato dagli architetti Andrea Paone e Dario Monsellato di Studio Small. Tre quarti della superficie sono dedicati ai clienti, alla nostra community e a spazi di ritrovo e punti d’incontro per organizzare eventi e confrontarsi tra appassionati e appassionate. Quest’ultimi hanno sempre avuto un ruolo fondamentale. Il loro supporto non è mai mancato e noi abbiamo fatto lo stesso con loro. L’idea è quella di preparare un calendario di appuntamenti con frequenza mensile che possano offrire una possibilità di ritrovarsi, creare nuove connessioni e proporre un punto di vista alternativo e originale sulla Sneaker Culture agli appassionati più giovani. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una corsa all’ultima release o al modello più desiderato, per raccogliere soltanto pochi minuti di gloria sui social o per motivi economici. Più recentemente, però, mi è sembrato ci sia una voglia di tornare alle origini, provare ad approfondire e per questo penso sia importante dare la possibilità di scoprire la cultura attorno al mondo delle sneakers anche a chi si è avvicinato da meno tempo.

Ho notato che una parte del nuovo Sneakers 76 ospiterà anche il tuo archivio personale. È stato difficile per te mettere a disposizione del negozio le scarpe che hai acquistato durante gli anni e i ricordi legati a esse?

Tra gli spazi che abbiamo allestito nel nuovo piano superiore c’è anche una stanza dedicata all’archivio, che contiene parte della mia collezione. Non sono assolutamente geloso e ho grande piacere nel poterle condividere. Non sono un collezionista maniacale e molte sono state indossate, ma fanno parte della mia storia e della mia esperienza. Rappresentano un percorso che parte da quando ero piccolo e prosegue prima con i modelli che ho acquistato durante le mie prime esperienze nel mondo delle sneakers e poi con tutte le diverse release che abbiamo avuto il piacere di poter avere da Sneakers 76 nel corso degli anni. Uno spazio è anche dedicato ai nostri progetti personali e alle nostre collaborazioni, oltre agli special pack e alle varie attivazioni marketing che abbiamo realizzato. L’archivio offre anche uno spazio più intimo e raccolto, che può ospitare attività prodotte insieme alle aziende o esposizioni di altri collezionisti. Ogni volta che l’ho fatto visitare a qualcuno per me è stato un tuffo nel passato, poter raccontare ogni pezzo presente mi ha dato la possibilità di mostrare il DNA di Sneakers 76 e il mio modo di collezionare. Mi ha fatto molto piacere che spesso a stupire maggiormente non erano le grandi release dell’ultimo periodo ma pezzi meno recenti, magari di brand come Asics, New Balance e adidas che potrebbero essere lontani dai trend del momento.

Nel comunicato con cui avete presentato il nuovo Sneakers 76 si parla della “Sneakers Academy”. Di cosa si tratta?

È un sogno che avevamo nel cassetto ormai da un po’ di tempo. Un luogo non esclusivo ma inclusivo, non università ma accademia così che possa essere uno spazio di crescita e condivisione non soltanto per collezionisti e collezioniste di lunga data ma anche per le nuove leve, tornando magari ai fondamentali senza dare nulla per scontato. L’Academy ospiterà attivazioni ed eventi per dare il nostro contributo alla Sneaker Culture, il tutto in una vera e propria aula con banchi e lavagna multimediale che ospiterà presentazioni e approfondimenti. Fanno parte della Sneakers Academy anche una biblioteca già ricca di volumi sulla storia delle sneakers e delle sottoculture ma in continua espansione, oltre a una mini-galleria che sarà utilizzata per esposizioni di materiali grafici. La stanza dell’archivio ospiterà anche un’area workshop, che sarà utilizzata durante le attività dell’accademia. Sempre al piano superiore sarà presente anche un’area ricreativa con un bar che servirà da meeting point per i nostri clienti, amici e membri delle community. Uno dei nostri obiettivi principali è quello di non focalizzarci soltanto sulla nostalgia ma guardare anche al futuro delle sneakers, tra le nuove tecnologie e l’evoluzione di questa cultura.

Il progetto di rinnovo di Sneakers 76 è stato curato dagli architetti Andrea Paone e Dario Monsellato per Studio Small. Foto di Fabio Carnevale e Marco Greco.

Questa è la versione digitale dell’intervista pubblicata a pagina 50 di HUB Style Issue #34 • 5-2022, clicca Qui per poter sfogliare l’intera copia digitale e consultare l’archivio di HUB Style Mag.