Con un fittissimo calendario eventi, la Milano Fashion Week si è confermata, anche questo settembre, come l’appuntamento più importante della moda, riuscendo a riunire i più grandi designer (ma anche quelli emergenti) nella grande capitale meneghina.

L’esclusività non è mai stata così inclusiva.  Per la prima volta le sfilate diventano democratiche, permettendo di partecipare, anche ai non addetti ai lavori, a quegli “eventi inarrivabili”. Da Diesel, che ha presentato la collezione firmata dal suo nuovo direttore creativo Glenn Marteens, ad Anteprima, che ha festeggiato le sue prime 30 candeline. Raggiungendo Philosophy, che ha aperto le porte dello show ai suoi follower, e Moncler, con il suo mega evento in Piazza Duomo per celebrare i 70 anni del brand.

Gucci, Prada, Fendi, Bottega Veneta. E ancora Max Mara, Giorgio Armani e Dolce & Gabbana. I grandi nomi hanno tenuto alta l’aspettativa della Milano Fashion Week. Ma non è tutto, perché tornano a calcare le passerelle milanesi anche Vivetta, Boss e Antonio Marras.

Un evento pieno di energia, di nuove scoperte e di grandi ritorni, quindi. Anche gli addetti ai lavori da Corea, America e Giappone, che durante il periodo di emergenza da Covid-19 sono rimasti bloccati nei loro Paesi, sono tornati a viaggiare verso lo Stivale.

A conclusione di tutti gli appuntamenti, la MFW chiude con un bilancio più che positivo: sette giorni full di appuntamenti, tra opening, presentazioni ed eventi, (210) e sfilate quasi tutte in presenza (68).

Milano è ripartita. E con lei, anche la moda.

Milano Fashion Week: cambi di poltrone

Una sfilza di giovani stilisti ha dato nuovo slancio alla Milano Fashion Week. Sono cinque i nuovi direttori creativi appena nominati all’interno di marchi storici. Missoni si rinnova e grazie a Filippo Grazioli, che riprende i codici della griffe evolvendoli delicatamente. Nuova immagine per Bally che, con Rhuigi Villaseñor, punta a dare una nuova aurea, sofisticata e sexy, alla donna dello storico brand svizzero. Maximilian Davis, si ispira a Hollywood per il suo debutto in Ferragamo, che in questa occasione cambia anche il logo. Marco De Vincenzo ha debuttato al timone di Etro, partendo dalle origini per guardare l’heritage con nuovi occhi e un’estetica eccentrica ma essenziale. New entry anche in casa Benetton, con l’arrivo di Andrea Incontri che omaggia con la sua “Be everything” lo store e i trademark della label: colori e fantasie, molte ispirate al food.

 

Nuovi talenti

Molti i brand e le collezioni di cui tenere traccia. Brand emergenti e nuovi designer che hanno lasciato il loro talento creativo, visione di moda, bellezza delle presentazioni e collezioni splendidamente concepite durante la Milano Fashion Week.
Partendo da Alessandro Vigilante, con le sue creazioni sperimentali ispirate dal corpo, dalla danza e dalla libertà di movimento, a Marco Rambaldi, che con la sua moda parla di diritti, a colpi di crochet, mandando in passerella persone comuni con le loro storie senza legami di etnia, genere e religione. Da Calcaterra, che si concentra sullo studio delle forme, rigorosamente oversize, la qualità dei tessuti, la costruzione sartoriale, a Münn, brand coreano che trae spunto dalle ragazze young & wild della MZ generation, attuali e fresche.
Da tenere in mente anche Giorgia Andreazza, che unisce con i suoi capi dall’eco Y2K, due sfere sensoriali distinte, tatto e suono, grazie all’ingegnosa unione artistica con i sound designer Luca Pagan e Federico Garbin.

La collezione DRRIINPUPPY di GIORGIANDREAZZA, giovane e innovativo brand made in Italy

E ancora Reamerei, che non crede nel binarismo e prende ispirazione per i suoi look, fatti di lavorazioni a maglia handmade e 3D, dalla capacità rigenerativa delle planarie e dalle poesie di Alda Merini. ACT N°1, marchio fondato in Italia dai designer Galib Gassanoff e Luca Lin, che ha potuto contare sul supporto di Valentino – che ha ospitato la sfilata sul suo canale Instagram.

Alessandro Enriquez racconta la “sua” Sicilia, stampe pop e colori dalla palette intensa e vibrante. A dominare la catwalk della designer brasiliana Raquel Diniz, una donna gioiosa e raffinata. Che abbraccia il colore senza mai perdere la sua aura sofisticata e sensuale.In bilico tra passato e futuro Gianluca Capannolo, con i suoi sculpture dress, mix perfetto di nuovi materiali e tecniche artigianali.

 

 

Moda etica

Grande ritorno al Fashion Hub della Camera della Moda, all’interno dell’Adi Design Museum. Varie e interessanti le proposte eco-conscious di nomi emergenti come Acidalatte, Bennu, _Dennj_ e Atelier Florania. Ma anche Endelea, brand di moda etica nato a Milano nel 2018, società benefit, che trapunta il Maasai, tradizionale tessuto a quadri dei pastori del Kenya e della Tanzania.

Endelea, il brand milanese che unisce Italia e Tanzania all’insegna dell’etica

E ancora Tiziano Guardini, che ha fondato la sua label omonima con un focus sulla ricerca di materiali verdi e cruelty free. E Ara Lumiere, brand made in India e progetto della Ngo Hothur Foundation, che sostiene donne vittime di aggressione con acido e le reinserisce nella società. Ibrigu che si ispira all’antica arte giapponese del kintsukuroi per i suoi capi, frutto di un raffinato mix&match di vintage e sartorialità italiana. Gilberto Calzolari, invece, si lega alla natura e al riciclo, grazie a tessuti certificati e una produzione 100% italiana senza lo sfruttamento umano.

di Valeria Oneto