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Durante la giornata del 1 dicembre, Blauer ha presentato la nuova FW 23/24.
Al centro della collezione esperienza e creatività, grazie alla presenza di must-have uncompromising performance di pezzi iconici e non solo, in diverse varianti di tessuto, attraverso un intreccio che mescola tradizione e contemporaneità. Protagonisti assoluti i capispalla, declinati in differenti tagli, volumi e trapunte. In occasione del lancio, abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Federica Fusco, responsabile marketing e socia dell’azienda FGF.

Come mai la scelta di non essere presenti a Pitti?

Non si tratta propriamente di una scelta, piuttosto di un’esigenza naturale. Uscendo a novembre con la collezione, la fiera diventa un momento più complicato e meno funzionale da un punto di vista delle tempistiche. Siamo stati tra i primi a uscire dopo il periodo di pandemia e ad anticipare i tempi consegnando anche durante il covid, mentre in molti avevano fermato la produzione. Nonostante questo fosse un azzardo, ci ha premiati molto, soprattutto grazie ai nostri clienti affezionati.

Non vi crea delle difficoltà proporre un acquisto e degli ordini a dei negozianti a novembre, in un periodo nel quale gli store sono pieni di capispalla in seguito alla stagione invernale che è stata piuttosto limitata?

Le vendite per il momento sono in crescita e ci stanno riconfermando, noi siamo fiduciosi. Blauer è un prodotto trasversale e che rappresenta una garanzia. Un esempio è quanto avvenuto con Paky, che per il suo brano ha indossato il nostro piumino Ondina. Non appena il capo arriva nei negozi, i ragazzini lo bruciano, qui a Milano non si riesce ad avere l’assortimento. Inoltre, quest’anno abbiamo lanciato anche dei capi 2 in 1, ideali da portare in viaggio e da indossare come si preferisce.

A proposito di collezione, il nuovo concetto di capospalla soft in piuma è ideato sia per l’uomo che per la donna?

Sì, abbiamo realizzato questi capi “Nuvola” leggerissimi al tatto, in nylon super sottile quasi trasparente che li rende soffici e al tempo stesso caldi, con delle calamite al posto dei bottoni. Relativamente al rapporto tra le vendite per l’uomo e quelle per la donna, il rapporto è 60%-40%. La donna vende particolarmente bene, per esempio grazie ad alcuni capi slim in materiali e colori nuovi, che vestono una donna matura che non ama l’over.

Tra le varie gamme di brand che avete, c’è un discorso di differenziazione premium e di strategia nel riposizionare qualcosa in modo diverso?

Sì, abbiamo Ten c, che in questo momento è un brand di lusso, da un punto di vista del prezzo, che fa la differenza, e della qualità. Il bello di questo marchio è che da subito ha avuto un riscontro internazionale, venduto a pochi negozi ma tra i migliori al mondo, e questo aspetto continua ancora oggi. Abbiamo cambiato il responsabile commerciale e penso che cresceremo bene, anche con la collezione stessa, attraverso un incremento del numero di capi, sviluppando maggiormente la maglieria e introducendo più pantaloni, con tre tipologie di vestibilità diverse.

Com’è distribuito il peso all’interno del gruppo tra Blauer e Ten c? Il brand BPD come si colloca e quali strategie ci sono a riguardo?

Noi siamo contenti delle linee che abbiamo, perché di fatto non si sovrappongono. Adesso ci stiamo impegnando a differenziarle anche a livello di comunicazione e d’immagine. Blauer è trasversale, riusciamo a vestire dal ragazzo giovane al commercialista e via dicendo, inoltre vi è un giusto compromesso in termini di prezzo e questo ci premia spesso. Ten c invece è molto alto e si tratta di uno sforzo particolarmente grande da parte nostra in quanto nessun capo è realizzato in maniera semplice dal punto di vista della lavorazione e del tessuto. Per quanto riguarda BPD, siamo stati i primi a promuovere dei piumini super leggeri, andando avanti un po’ di stagioni per poi metterlo in stand-by un attimo. Dalla scorsa stagione l’idea è di rilanciarlo e adesso è uscito l’invernale. In questo momento ci stiamo affidando a Marcona3, con l’idea di collocarlo un po’ più in alto a livello di posizionamento.

di Cristiano Zanni e Nicola Sanniti