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Il termine design solitamente richiama un preciso settore, nel quale il nostro Paese eccelle ed è noto in tutto il mondo. Parliamo in particolare del segmento casa-arredamento, al quale è dedicato il celebre Salone del Mobile di Milano, nato nel 1961 e diventata negli anni la più importante fiera a livello mondiale in questo ambito. Come confermano i risultati dello scorso anno: 2.175 brand espositori, oltre 262mila presenze in sei giorni da 173 Paesi, 3.500 giornalisti accreditati.

In attesa di verificare se, come è probabile, tali numeri verranno ulteriormente superati quest’anno in occasione della 61esima edizione (in programma dal 18 al 23 aprile), è bene ricordare che il design italiano ha molteplici altre forme di espressione. Che spesso dialogano e si contaminano vicendevolmente. Se andiamo infatti all’etimologia del termine inglese, design letteralmente significa “progetto” o “disegno” e si riferisce al processo di progettazione di un qualsiasi oggetto: un mobile, una barca, una lampada, una macchina. Ma anche accessori, calzature e abbigliamento. Non a caso si parla espressamente anche di fashion design.

Se c’è un momento dell’anno nel quale i diversi mondi dialogano tra loro è proprio la Design Week milanese. L’appuntamento all’interno dei padiglioni di Rho Fiera ma anche, anzi soprattutto, il tanto atteso Fuorisalone: una miriade di installazioni, eventi e presentazioni. Che sempre più spesso vedono protagonisti i più importanti brand di moda.

Anno dopo anno, con un’attenzione e sensibilità fortunatamente in crescita da parte di operatori e pubblico finale, aumenta anche il focus sui temi della responsabilità nei confronti delle persone e dell’ambiente. Numerose saranno le iniziative dedicate. Ecco perché, unendo i puntini che abbiamo appena tratteggiato, il numero di aprile di HUB Style è, per la sua quasi totalità, dedicato proprio alla sostenibilità Anche se, a costo di risultare ripetitivi, oggi è più corretto parlare di responsabilità. Che deve essere onesta, reale, continua e trasparente. Il rischio, altrimenti, è quello di cadere nel greenwashing. Deprecabile fenomeno che analizziamo nelle prossime pagine. Insieme a tanti altri spunti connessi a questo tema così vario e in continua evoluzione.

Anche la comunicazione, in particolare i media che parlano stabilmente di questi argomenti, hanno una parte di responsabilità e dovrebbero dimostrarsi coerenti e virtuosi. È doveroso ricordare che HUB Style è il primo giornale del settore moda italiano (e non solo) ad aver ottenuto la certificazione B Corp, dopo un impegno concreto di vari anni. Lo avevamo annunciato proprio all’interno del nostro Sustainability Issue, uscito a settembre 2022. Siamo quindi ben lieti di ricordarlo oggi, con questo numero speciale che, come di consueto, sarà distribuito, oltre ai nostri classici canali, anche durante la Design Week, con operazioni speciali. Ricordando così a tutti i creativi, e in generale agli operatori della moda, che oggi non basta più solamente ideare e realizzare prodotti belli e ben fatti (cose che a noi italiani, peraltro, vengono particolarmente bene). Ma anche, nel senso più ampio del termine, più responsabili.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it