Oltre 17 mila presenze e 11.900 compratori in rappresentanza di oltre 5.150 boutique, multimarca, department store ed e-commerce. Precisamente, sono stati 6.700 i buyer italiani (+6%) e oltre 5.200 quelli esteri (+24%).

Ottimi risultati e performance, che hanno portato a un sentiment positivo, per l’edizione numero 104 di Pitti Uomo che premiano l’impegno e la capacità di rinnovarsi. Oltre che a confermare un percorso di ripresa del salone, che sta gradualmente ritornando alle dimensioni pre-crisi.

I primi 15 mercati esteri presenti sono stati: Germania, Gran Bretagna, Olanda, Giappone, Spagna, Turchia, Usa, Svizzera, Francia, Cina, Belgio e Corea del Sud, Austria, Russia e Portogallo.

“L’elemento centrale della 104esima edizione di Pitti Uomo, al di là del consolidamento del dato europeo, è il ritorno in forze degli operatori asiatici, che complessivamente hanno raggiunto le 700 presenze: non solo i tre campioni di mercato – Cina Continentale, Corea del Sud e Giappone – ma anche Cina Hong Kong, Taiwan, Singapore, Thailandia, Vietnam, Indonesia, persino India e Pakistan”, dichiara Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

Siamo arrivati, quindi, alla seconda (e ultima) parte del recap di Pitti 104, che proponiamo ogni anno per dar voce anche agli espositori presenti in Fortezza da Basso.

La parola, adesso, passa alle aziende.

ARTCRAFT INTERNATIONAL

Simone Ponziani, amministratore delegato di Artcrafts International S.p.A

Il sentiment di questa edizione è stato mediamente positivo. Non è stata l’edizione più performante, ma comunque una manifestazione che rispecchia l’andamento complesso di questa stagione. Penso che tre giorni di fiera siano una soluzione ottimale rispetto ai quattro attuali, non ci sono più kermesse con una durata così lunga. Mi è sembrato ci fosse un’affluenza maggiore di clienti esteri, un fattore abbastanza prevedibile data l’apertura post-covid, che permette di viaggiare facilmente rispetto a prima, non lo percepisco come un segnale positivo per l’Italia. Pitti Immagine è l’unica fiera internazionale sopravvissuta grazie alla loro tenacia e competenza. Altre manifestazioni sono scomparse o comunque si sono marginate a fiere locali e territoriali, hanno perso quel carattere internazionale che precedentemente avevano. Abbiamo in programma qualche presenza all’estero come Seek con il brand Womsh e Who’s Next a settembre con Colors of California.  Quello che mi aspetto dalla prossima edizione è un’ottima ricerca per coinvolgere i brand che mostrino il loro heritage, le novità. Spero ci sia il ritorno di aziende che hanno ancora voglia di confrontarsi. Molti sono i brand strutturati ma è difficile confrontarsi ed esporsi ai clienti e Pitti resta un bel biglietto da visita.

Simone Ponziani, amministratore di Artcrafts International S.p.A

LORENZONI

Andrea Lorenzoni, ceo di Maglificio Liliana

Sono molto soddisfatto del sentiment di questa edizione e della maggiore presenza di espositori rispetto al periodo post-covid. Quest’anno c’è stata molta meno affluenza di clienti italiani rispetto agli anni precedenti, circa il 40% in meno, mentre la presenza estera è rimasta coerente con le scorse edizioni. Penso che un fattore determinante sia legato al calo delle vendite dei negozianti in queste ultime due stagioni per via delle condizioni climatiche, un inverno particolarmente caldo seguito da una stagione estiva molto altalenante. Alcuni hanno evitato la fiera per via dell’aumento dei costi, altri per problemi legati agli spostamenti poco strutturati di Firenze, credo non sia una scelta vincente. Il Pitti Immagine resta sempre e comunque una fiera per gli addetti al settore, indispensabile per restare aggiornati sulle novità che il mercato ogni anno propone. Abbiamo in programma anche altre fiere, la cosa interessante che anche alcuni brand esteri, tra cui quelli tedeschi, si sono spostati al Pitti, privilegiando questo tipo di fiera che rappresenta un’opportunità per aprire nuovi orizzonti di mercato. Continueremo ad essere presenti a Tokyo a settembre che nelle ultime edizioni ci ha regalato tante soddisfazioni e continueremo con costanza nelle fiere americane verso luglio e agosto, la nostra presenza è molto attiva in quest’area geografica. A livello europeo Pitti non ha eguali. Non modificherei il timing, visto che è la fiera più importante che da il via alle stagioni, è un bene che ci sia maggiore presenza, togliere un giorno rappresenterebbe una perdita.

Andrea Lorenzoni, ceo di Maglificio Liliana

L’IMPERMEABILE

Simone Landi, titolare di L’impermeabile

Questa edizione per noi sta riscontrando un sentiment molto positivo. Molti clienti son venuti nonostante i loro sell-out non fossero stati performanti. Alcuni erano soddisfatti e altri meno ma son comunque tornati per riacquistare le stesse quantità. Da sempre, questa è un’occasione per testare l’azienda, gli stilisti e i commerciali. E fin da subito, abbiamo avuto la possibilità di fare ordini in loco, facendo principalmente una selezione dei capi con i clienti per poi finalizzare gli ordini successivamente con le quantità. A confronto con la scorsa primavera penso che questa stagione stia andando molto meglio. Questo perchè, in quel periodo la presenza di clienti italiani è sempre minore, in particolar modo il centro sud rispetto al centro nord. Fattore determinante è la relazione tra le condizioni climatiche e il nostro prodotto. L’affluenza estera rappresenta un numero importante, una grande presenza principalmente di tedeschi, russi e tanti giapponesi, de sempre legati al Pitti. Saremo presenti anche a fiere internazionali come quella di Chicago, Giappone, New York, un bel tour, grazie al lavoro degli agenti che presentano la nostra collezione in giro per il mondo. L’edizione del Pitti 104 penso sia ben organizzata anche se il numero degli espositori è diminuito rispetto al pre-covid. Ritrovo la classicità di un tempo e la ricerca, sempre belli e coerenti. La fiera è anche un luogo di confronto tra i vari brand: la qualità è molto più importante della quantità. Il cliente ha bisogno anche di essere coccolato e indirizzato, raccontando i dettagli della collezione.

Simone Landi, titolare L’impermeabile

SVEVO

Mario Somma, ceo di Somma & C e creative director del marchio Svevo

Il sentiment di questa edizione del Pitti Immagine è stato abbastanza positivo. È stato incoraggiante vedere compratori esteri, in particolare dagli USA, mercato che stiamo avviandoci ad approcciare con maggiore determinazione anche con iniziative sul territorio. Parlando della collezione estiva presentata a Pitti 104, la nostra polo è speciale sotto ogni punto di vista: è un purissimo made in Italy, la qualità delle lavorazioni e dei materiali è evidente, lo stile esprime sia heritage sia contemporaneità. Abbiamo percepito in modo limitato il cambiamento sulla presenza di visitatori italiani ed esteri, poiché il nostro brand è noto da sempre a livello internazionale. Quello che posso osservare è che c’è stato un aumento delle presenze estere, così come registrano i dati diffusi da Pitti Immagine. Abbiamo in programma il prossimo 6-8 agosto il Chicago Collective Men’s edition, il salone della moda maschile più importante nel Nord America. Pitti richiama già molti compratori esteri, ma predomina l’Est, dove siamo già abbastanza presenti. Volendo puntare ai mercati oltreoceano era strategico inserirsi in una piazza che, oggi, riesce efficacemente a coinvolgere i buyers di entrambe le coste USA. Pitti è un meccanismo talmente consolidato, che è impossibile dare consigli. Possiamo solo augurarci che mantenga e accresca la sua autorevolezza per attrarre un numero sempre maggiore di buyers esteri.

Mario Somma, ceo di Somma & C e creative director del marchio Svevo

di Valeria Oneto, Sara Fumagallo e Cristiano Zanni