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È innegabile che negli ultimi 10 anni ci sia stata una riduzione del numero di imprese attive nel comparto moda, specialmente se parliamo di retail. Dal 2013 al 2023, infatti, tali realtà sono calate del 23,6% passando da oltre 121mila a poco più di 92.500. Di pari passo vanno le aperture di nuovi negozi abbigliamento e calzature che risultano più che dimezzate rispetto a dieci anni fa (da 5.516 nel 2013 a 2.167 nel 2023). Un calo che, sebbene in percentuale minore (-11%) trova riscontro anche se consideriamo il commercio al dettaglio nella sua totalità: 812mila le imprese nel 2013 contro le 719mila del 2023 (numeri che escludono solo il segmento di autoveicoli e motocicli). Non si è, inoltre, ancora tornati ai livelli di spesa pre-Covid riferita a vestiario e calzature: era di 115 euro mensili a famiglia nel 2019 (per un fatturato totale di 64 miliardi di euro), è stata di 97 euro nel 2023, con un -15%. Questi alcuni dei dati presentati nel convegno “Commercio di prossimità settore moda: innovazione, sostenibilità, identità e futuro”, organizzato da Fismo, la Federazione dei negozi di abbigliamento Confesercenti, lo scorso 22 novembre a Roma.

Se focalizziamo l’attenzione invece sul segmento dell’alta moda e del lusso, continua a permanere un segno positivo, anche se di certo meno marcato rispetto solo ad alcuni mesi fa. Il quadro che emerge dai ricavi delle società quotate del lusso in Europa, quelli dei primi nove mesi del 2023 e quindi senza indicazioni sulla redditività, è più complesso e ricco di sfumature rispetto a quello che avevano dipinto le semestrali, che pure contenevano i dati sugli utili. Il settore continua a crescere, ma nel terzo trimestre c’è stato (quasi) per tutti un rallentamento, più o meno evidente e solo in parte compensato dalla spinta ricevuta dal periodo gennaiogiugno, con conseguenti revisioni della guidance per l’intero esercizio ed estrema prudenza sulle previsioni per il 2024, dove le parole più citate sono incertezza e incognite geopolitiche.

Come agire e come prepararsi ad affrontare le sfide del prossimo futuro in scenari così mutevoli e sfidanti come questi? Alcune risposte le troviamo nella bella intervista che vi presentiamo sul numero conclusivo dell’anno di HUB Style (permetteteci, a proposito, di ringraziare i sempre più numerosi brand che hanno supportato con continuità e qualità il progetto anche quest’anno e le nostre decine di migliaia di affezionati lettori, tra operatori e pubblico finale). Protagonista di uno dei nostri numerosi faccia a faccia è stato tra gli altri Giulio Felloni, presidente nazionale di Federazione Moda Italia, che rappresenta nei settori tessile, abbigliamento, calzature e accessori circa 30mila imprese con oltre 72mila addetti impiegati.

Tra i tanti e importanti temi toccati quello di un auspicato nuovo patto di filiera dove sia possibile instaurare una forma di collaborazione tra produttori manifatturieri, agenti e rappresentanti e operatori commerciali, per essere partner di un progetto volto allo sviluppo e alla crescita dell’intero settore e non alla chiusura dei negozi e alla perdita di quote importanti di mercato. “Il ruolo dei fashion retail oggi è ancora cruciale”, afferma Felloni. “Ha sicuramente un ruolo economico di primissimo valore per il Pil italiano, ma è altrettanto importante la funzione sociale svolta dai negozi di prossimità. La presenza di attività commerciali all’interno delle città, dei paesi e dei centri storici rappresenta la vitalità dei nostri comuni divenendo parte integrante di un progetto turistico. La qualità e l’attenzione alle nostre vetrine, alla formazione del personale, alle informazioni e consulenze gratuite per i consumatori saranno valori sempre più apprezzati in un mondo che si orienta velocemente al digitale”. Parole che ci sentiamo di sottoscrivere e condividere in pieno. Perché è mantenendo sempre una grande attenzione al dettaglio, inteso nella doppia accezione di punto vendita e di “particolare”, che il settore della moda nella sua totalità potrà garantirsi un’evoluzione sana e un futuro ancora prospero.


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it