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Ne abbiamo parlato già lo scorso mese e torniamo volentieri sul tema della distribuzione fisica. In crisi, se consideriamo un fattore numerico: i dati di Unioncamere e InfoCamere evidenziano, infatti, un calo di oltre 9 mila negozi tra il 2019 e il 2023, con particolare impatto sulle ditte individuali e le aziende meno strutturate. Tuttavia la categoria dei negozi multibrand tiene e rappresenta sempre il principale punto di riferimento per molti settori, compreso quello della moda. Se non ragioniamo solo in termini numerici ma qualitativi, dobbiamo dire peraltro che soprattutto nel mercato fashion la rete dei punti vendita specializzati rappresenta ancora un’eccellenza del nostro Paese, tra boutique, negozi di sportswear, sneaker shop, department store e retailer che puntano sul dialogo o la vera e propria ibridazione tra moda, streetwear, outdoor e altri mondi. Un tempo decisamente distanti tra loro e ognuno con le proprie regole, codici e target di pubblico. Oggi sempre più integrati e mixati, con i rischi (pochi) e le opportunità (tante) del caso.

Ci piace pensare che HUB Style sia stato in grado di leggere questa evoluzione, la quale non rappresenta un elemento statico o un processo lento. Ma che, pur all’interno di una cornice chiara e delineata, quasi quotidianamente come un pittore aggiunge nuovi soggetti, pennellate e sfumature in un quadro in costante mutazione. Proprio per questo, con una scelta all’inizio vista con sospetto da alcuni (pochi, a dir la verità) addetti ai lavori, il nostro progetto editoriale ha messo insieme questi vari segmenti che oggi compongono il variegato mondo della moda.

Lo ha fatto rivolgendosi a tutta la community del settore, dal pubblico finale alla industry. Utilizzando di fatto tre veicoli di distribuzione privilegiata e in qualche modo “infallibile” per arrivare a più persone e lettori possibili. Innanzitutto i punti vendita fisici, ai quali HUB Style viene spedito in abbonamento gratuito e fruito, quindi, molto spesso non solo dai titolari e i buyer del negozio, ma anche dai propri clienti. Poi c’è il canale digital, che accresce in modo esponenziale la diffusione del magazine nella sua versione digitale integrale, prevista in doppia lingua in concomitanza di Pitti, delle altre fiere italiane ed estere e delle maggiori campagne vendita. Oltre che per le Fashion Week.

Sono proprio questi appuntamenti che rappresentano la terza modalità di distribuzione di HUB Style, come avrete notato sempre presente a tutti gli appuntamenti che contano e spesso media partner delle più importanti manifestazioni. Durante l’edizione numero 105 di Pitti, dove come di consueto saremo presenti con il nostro stand, verrà appunto distribuito nel corso di tutta la fiera questo primo numero dell’anno e che rappresenta un’uscita record in termini di fogliazione e ricchezza di contenuti. Un risultato reso possibile grazie ai sempre più numerosi e prestigiosi partner che ci supportano, nonché alle decine di migliaia di lettori appassionati e affezionati, i quali hanno essi stessi contribuito alla crescita del progetto, rendendolo un punto di riferimento nella scena editoriale.

Tra questi, ci sia consentita una particolare menzione proprio ai punti vendita fisici. Perché, ormai è assodato e lo ribadiamo all’interno della nostra rubrica “Analytic”, che la tanto desiderata esperienza di acquisto da vivere nello store fisico è difficile da riprodurre digitalmente. Ci hanno provato in tanti, forse tutti, ad accelerare forte con l’online, in particolare dal Covid in poi. Ma, numeri alla mano e analizzando anche alcune case history significative di alcuni big dell’e-commerce con dati ben al di sotto delle attese, pare che in questo momento storico il consumatore sia in generale più propenso a vivere di persona le proprie esperienze di acquisto all’interno di spazi fisici, perlomeno nel nostro settore. Ovviamente le vendite online saranno destinate comunque a consolidarsi e crescere ancora, rappresentando una percentuale comunque rilevante del business da non sottovalutare, anzi da presidiare. Ma la tendenza di cui sopra rappresenta in ogni caso una buona notizia con cui cominciare l’anno per un motivo principale, quello che ancora separa in modo netto le due diverse modalità di vendita e acquisto: il rapporto umano (hai detto poco).


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it