In questo articolo si parla di:

MICAM Milano promuove la sesta edizione del progetto Emerging Designers: l’evento dedicato a 12 giovani designer internazionali di calzature. Vengono selezionati per le edizioni di settembre 2023 e febbraio 2024 attraverso un format innovativo, realizzato con l’aiuto della società Honegger, da più di cinquant’anni professionista in marketing fieristico.

Le candidature sono state vagliate da una giuria di esperti nei settori della moda e della comunicazione presieduta da Ernesto Esposito. I giudici sono cinque: Gaia Fraschini, Virginie Trento, Giacomo Cattaneo, Michele Ciavarella e Paolo Colaiocco.

Ai giurati è stato richiesto di dare un contributo importante nella selezione dei designer, facendo tesoro del loro punto di vista maturato negli anni di esperienza.

Sostenibilità e originalità: queste le parole chiave delle collezioni presentate dagli Emerging Designers.

Sono state proposte calzature fatte di materiali riciclabili, hanno prestato molta attenzione alla filiera produttiva e si è tenuta la caratteristica del Made in.

La versatilità degli artisti continua a stupire: l’hanno maturata attraverso un percorso pregno di esperienza, che portandoli spesso fuori dal loro paese li ha visti entrare gradualmente nel mondo del fashion e dell’imprenditoria. Quest’ultima fa parte del discorso perché oltre agli emerging designers ci sono imprenditori e fondatori di startup brillanti, già pronte a conquistare il settore della moda e delle calzature. 

“Marketing e social media, oltre che design e fashion sono le skill che i designer selezionati quest’anno hanno sfruttato per emergere e farsi notare. Oggi possono entrare a testa alta nel contesto internazionale delle calzature di eccellenza, grazie ancora una volta alla vetrina esclusiva dello spazio Emerging Designers offerta da MICAM che metterà a disposizione un layout interamente rinnovato, dedicato alle loro collezioni e darà voce alla loro concezione di moda e stile” dichiara Giovanna Ceolini, presidente MICAM Milano.

Daniela Uribe, Daniela Uribe

Dopo avere studiato presso la London College of fashion e lavorato per prestigiosi marchi la sua passione l’ha spinta a creare un suo business mettendo al centro del suo brand l`inclusività: garantendo che le sue scarpe, dalle sneakers ai tacchi alti, siano disponibili nelle taglie dal 35 al 45. Le calzature sono realizzate in Italia, nelle Marche. Tutte le scarpe di Daniela utilizzano materiali 100% Made in Italy e sono caratterizzate dal suo tacco iconico che riproduce lo stilema del logo del suo brand.

Judy Mazzotti, Judy Mazzotti

Presenta la sua prima collezione al MICAM a soli 25 anni. Ha frequentato il CERCAL di San Mauro Pascoli per poi proseguire con esperienze presso rinomati brand del settore. Nel 2022 il suo marchio Judy Mazzotti si distingue nel rappresentare la fusione di design innovativo e tradizione nella produzione delle sue calzature handmade prodotte a Firenze. Le muse ispiratrici di Judy sono le donne, come sua madre. Un altro aspetto fondamentale del marchio è l’ecosostenibilità.

Antonin Chabanne e Mikael Leo, Belledonne Paris

Il marchio ha debuttato online nel 2019, con dei modelli sia uomo che donna. L’ispirazione del marchio proviene dagli archetipi del mondo heritage delle sneakers. Il modello presentato a MICAM prende ispirazione dalle scarpe da calcio degli Anni ‘50-’60. Ogni paio di scarpe è prodotto in una piccola fabbrica di famiglia. L’eccellenza è garantita dall’utilizzo di materiali pregiati italiani.

Damiano Mosca

Rinomato designer industriale specializzato nel design di calzature, fa il suo debutto a MICAM, portando con sé la sua prima collezione in Italia. Il suo obiettivo è : presentare al mondo il suo lavoro e ampliare le prospettive del suo business attraverso questa selezione di calzature uniche. La maestria artigianale di Damiano è unica nel suo genere. Questa collezione prende ispirazione dagli iconici stivali texani, in sintonia con l’estetica distintiva di Damiano. L’obiettivo è presentare un prodotto sinonimo di qualità e durata. e, Damiano rifiuta l’uso della plastica, favorendo materiali a base d’acqua e privi di toluene per l’incollaggio, garantendo così un approccio rispettoso dell’ambiente. 

Chie Tachino, Tachino Chie

Con un background da designer in un’importante azienda di abbigliamento, ha scelto di intraprendere una strada verso un concetto più esclusivo e personale. Le sue scarpe sono più di semplici accessori, sono un invito a camminare nella propria vita con l’allure di una vera stella del cinema, impreziosendo ogni passo con eleganza e sicurezza. Il suo approccio creativo rimanda alle radici della cultura giapponese.

Mathilde Blettery e Simon Nicolas, UBAC

Ubac, marchio francese, nasce nel 2018 con l’intento di sostenere il settore agricolo. Mathilde e Simon si dedicano con particolare attenzione alla selezione e all’utilizzo di materiali ecologici, tra cui lana riciclata, canapa, il cotone riciclato e lino. Questa scelta mira non solo a garantire la qualità dei prodotti, ma anche a promuovere un approccio sostenibile e responsabile nella produzione.

Usman Manzoor, Çaplait

 Çaplait, ci immerge nell’incantevole mondo dei Peshawari Chappal, autentiche opere d’arte della cultura pakistana modernizzate con gusto e maestria artigiana. Questi sandali hanno trovato nuova vita grazie alla visione di Usman,  che presenta una collezione che fonde abilmente l’essenza tradizionale con un tocco di modernità, utilizzando materiali pregiati che catturano l’attenzione del mercato internazionale. 

Francesco Pierini, Pierini Calzature 

Francesco Pierini ha iniziato il suo percorso a Firenze, dove ha acquisito l’arte della realizzazione di scarpe su misura. Ha co-fondato il marchio Pierini Calzature insieme a Luca Leonetti.  La loro collezione maschile si distingue per una raffinata fusione di eleganza maschile con un tocco sottile di femminilità, mirando a creare pezzi unici e moderni.  . La filosofia di Pierini Calzature è quella di offrire vere e proprie opere d’arte che riflettono la personalità e lo stile distintivo di chi le indossa.

Simone Nunes, Room

Il marchio nasce nel 2016 ed è un’espressione di ingegno creativo ispirato al design industriale dell’arredamento.  Room incarna una sintesi di principi architettonici ed estetica della moda. Il marchio si distingue per l’impegno nel fornire calzature innovative e unicamente progettate che vanno oltre i confini convenzionali. 

Laure Chareton e Camille Cour, Socque 

Socque si immerge in un universo intriso del fascino vintage parigino. I design iconici prendono vita da dettagli di scarpe vintage degli anni ‘60/ ’70 reinterpretati per un look contemporaneo e adattati per ciascuna donna. In ogni creazione Socque racconta una storia autentica ispirata alle icone di quel periodo. La cura nella selezione dei materiali è evidente: i pellami, di alta qualità, vengono accuratamente selezionati in Italia.

Andrea e Massimo Minacapilli, Minacapilli

Andrea e Massimo presentano la loro prima collezione “Love from Fire”. La collezione rappresenta una dichiarazione audace di bellezza, seduzione e femminilità, presentando tre modelli di sandali che incarnano l’essenza del loro marchio. Le calzature sono prodotte a Parabiago, rinomato distretto produttivo per la sua tradizione calzaturiera e la straordinaria maestria artigiana.

Rous Flores, Bonamasó

Il brand nasce a Barcellona nel 2023 e si caratterizza per la sua assoluta sostenibilità, utilizzando materiali vegani di alta qualità. Bonamasó ha per obiettivo quello di sviluppare un marchio sostenibile, in armonia con i valori di sostenibilità e l’impegno per una moda etica, lontana dal ritmo frenetico delle tendenze con una proposta genderless, per un’esperienza di moda inclusiva e senza tempo.

Gates to style

Degli enormi portali scandiscono gli spazi dedicati ad ogni designer. Sono una scelta azzeccata, perché lasciano intravedere lo spazio nella sua interezza ma allo stesso tempo incuriosiscono il visitatore perché proceda alla sua scoperta. I colori, posti in gradazione, sono ordinati con un crescendo di intensità che culmina con la scritta posta sulla copertura dello spazio. Questa funge da elemento identificativo e di richiamo sulla distanza. I materiali utilizzati si legano armonicamente con il mood della piazza: uno spazio dedicato alla ricerca, alle tendenze, al dialogo e alla condivisione. Tutti elementi che confluiscono nel progetto “Emerging Designers”