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Maurizio Persico ci racconta il negozio napoletano tra nuovi eventi e un ritorno alle origini.

Dall’ultima volta in cui abbiamo chiacchierato sulle pagine di HUB, ormai quasi tre anni fa, il mondo del retail è cambiato completamente. Com’è cambiata la situazione in questo lasso di tempo?

Se devo essere onesto non sono sicuro ci sia stato un cambio effettivo nel mondo del retail. Ciò che posso dirti è che ho notato nella nostra clientela, in particolare nella fascia d’età sopra i 25 anni, maggiore voglia di ascoltare, imparare, fidarsi di chi c’è in negozio. Magari chiedere un consiglio, affidarsi un po’ ai pareri e alle opinioni di chi conosce il prodotto e può dare una mano sotto quel punto di vista, o semplicemente cercare maggiore qualità e storia nei prodotti che acquista. I più giovani, che sono stati parte integrante della nostra clientela nelle prime fasi di Binario 09, mi danno la sensazione di essersi come disabituati all’”esperienza” del retail, non hanno più la voglia o la necessità di fare shopping e preferiscono affidarsi alle piattaforme online, forse ci sono anche meno interesse e meno pretese riguardo il prodotto da parte di questa generazione. È un po’ come se la nostra clientela originale fosse cresciuta insieme a noi, seguendo anche i cambiamenti del negozio e della proposta.

Marchi come Sebago e Paraboot stanno avendo un’esposizione più ampia che fino a questo momento abbiamo maggiormente associato al mondo delle sneakers, da cui hanno “preso in prestito” alcuni metodi e chiavi di linguaggio, come le collaborazioni ed edizioni speciali. Pensi questa “contaminazione” possa funzionare?

Sinceramente non penso possa funzionare. Senza dubbio ci sono stati degli avvicinamenti, forse anche qualche tentativo di mischiare un po’ i due mondi. Personalmente sono convinto che il prodotto di certi brand, tu hai citato Sebago e Paraboot ma ci metterei anche Red Wing, Alden o Blundstone, che potrebbero creare appeal anche fuori dal proprio pubblico più canonico debbano rimanere originali a sé stessi e mantenere solida l’identità del proprio prodotto soprattutto per quanto riguarda i vari modelli di punta: sono prodotti che richiedono impegno e un certo sforzo economico da parte del cliente, che con un look pulito e classico possono essere utilizzati in ogni contesto e accompagnarti per anni. Le eccezioni ovviamente esistono, possono avere senso special make-up per negozi o brand che sposino al meglio il marchio, ma meglio su piccole quantità. L’esempio perfetto che mi viene in mente è il rapporto tra Paraboot e Daiki Suzuki di Engineered Garments: è una partnership per cui personalmente ho un debole, penso funzioni bene e l’ho anche acquistata e venduta in negozio, con le dovute cautele.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un forte ritorno delle sneakers anni ’70 e ’80, modelli con volumi completamente diversi rispetto alle “chunky” degli anni precedenti. Quale pensi possa essere il prossimo step?

Mi aspetto di vedere un ritorno a linee classiche ed essenziali, look puliti ma sportivi che di conseguenza funzionano meglio con un look più classico. Si tornerà al fondo vulcanizzato, alle vecchie scarpe sportive in tela o pelle con palette semplici: massimo due colori, a contrasto meglio se su base bianca. In parallelo penso potrà funzionare anche un ritorno ai modelli classici del running anni ’70 e inizio ’80, più colorate con inserti sintetici e in nylon come Mizuno, Reebok, Saucony, ma anche pezzi d’archivio di Nike o adidas. Insomma, vere “Dad Shoes” intese come le scarpe dei nostri papà.

A inizio anno avete organizzato in negozio il primo Trunk Show in Italia dedicato interamente al denim ospitando il marchio giapponese Resolute, un’autentica istituzione nel settore. Com’è andata?

I trunk show sono eventi solitamente riservati ad ambiti come l’alta moda o la sartoria, in cui si ha la possibilità di incontrare direttamente gli artigiani che lavorano a un capo per sviluppare insieme capi esclusivi o su misura. Posso dirti che avere la possibilità di organizzare un evento del genere, interamente dedicato al denim, è stato un’esperienza pazzesca. Il tutto è nato da una chiacchierata durante una fiera nel giugno 2023 e si è sviluppato abbastanza rapidamente: uno scambio di email a settembre, la decisione della data a novembre e il 6 gennaio è stato il grande giorno. Da appassionato prima di tutto vederli in negozio, vederli a Napoli, vederli all’opera con i nostri clienti è stato indescrivibile. Hayashi, Tanaka e tutto il loro staff sono davvero persone splendide, genuine e disponibili con tutti. Loro sono stati entusiasti del risultato, così come noi. Il sell-out è stato ottimo, abbiamo avuto una grande risposta di pubblico da tutta Italia e tanta gratitudine, oltre a ottimi feedback in giro per le varie Fashion Week tra Firenze, Milano e Parigi. Sono orgoglioso di aver organizzato un evento del genere e di averlo fatto con un brand come Resolute e due figure così importanti per la Cultura del Denim.

di Marco Rizzi

Questa è la versione integrale dell’intervista pubblicata a pagina 62 di HUB Style Issue #45 • 2-2024, clicca Qui per poter sfogliare l’intera copia digitale e consultare l’archivio di HUB Style Mag.